Agenti immobiliari contro l’ingresso delle banche sul mercato: esposto della Fimaa all’Antitrust

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Anche Fimaa inasprisce la battaglia contro l’ingresso delle banche nel settore dell’intermediazione immobiliare. L’associazione dei professionisti aderente a Confcommercio ha infatti deciso di presentare un esposto all’antitrust contro l’attività degli istituti nel settore (Unicredit e Intesa Sanpaolo in primis). A marzo lo stesso Garante aveva archiviato un’analoga istanza presentata dalla Fiaip. Alla Fimaa però sono convinti che l’esito questa volta potrebbe essere diverso, perché si è deciso di puntare più sulla concorrenza sleale che sull’abuso di posizione dominante.

Le banche che si apprestano ad entrare nel mercato immobiliare, secondo Fimaa, non possono considerarsi mediatori e «di fatto non lo sono non essendo terze nei confronti dei clienti-consumatori, di cui conoscono condizioni economico-patrimoniali e abitudini».
«La terzietà è il requisito cardine alla base del rapporto di mediazione: se essa viene meno – commenta Valerio Angeletti, Presidente nazionale Fimaa – non si può assolutamente definire tale rapporto come di mediazione né definire il soggetto che opera nei confronti delle due parti (acquirente e venditore) come mediatore».

Gli istituti di credito – continua Fimaa –  intendono impadronirsi del mercato degli immobili mettendo di fatto al servizio delle loro società di intermediazione immobiliare gli stessi dipendenti delle banche per contattare i clienti, promuovere la mediazione degli immobili e rimpinguare così il proprio portafoglio commerciale. Con questo sistema, lo scopo delle banche è quello di occuparsi dell’intera filiera dell’immobiliare: dall’acquisizione, alla compravendita dell’immobile, all’erogazione del mutuo. Magari offrendo agevolazioni, in odore di concorrenza sleale, che schiaccerebbero gli unici soggetti che garantiscono la terzietà tra acquirente e venditore e cioè gli agenti immobiliari e i mediatori creditizi.

Fimaa-Confcommercio ritiene che esistano evidenti anomalie, «provate dai documenti raccolti dalla Federazione e presentati all’Antitrust»: è doveroso che «l’Autorità verifichi per la tutela dei clienti-consumatori e la trasparenza del mercato. Diversamente si farebbe un altro sconsiderato favore alle banche che, la storia recente ci insegna, di aiuti ne hanno ricevuti e continuano a riceverne a iosa».

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