Bonus casa verso la proroga, cosa ha in mente il governo

I bonus sulla casa sono stati un successo. Grazie all’incentivo sulle ristrutturazioni edilizie e a quello per il risparmio energetico, nel secondo trimestre del 2015 gli investimenti sono stati pari a 4.639 milioni, facendo registrare un incremento del 10,7% rispetto al primo trimestre dell’anno. Risultati che fanno sperare in una loro stabilizzazione.

Verso la stabilizzazione degli incentivi

A tal proposito, sono molteplici gli appelli rivolti al governo, che a quanto pare è pronto ad intervenire in tal senso con la prossima legge di Stabilità. Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha più volte detto di mirare non solo a una stabilizzazione, ma anche a un allargamento della platea dei beneficiari dei crediti di imposta.

Interventi più ampi

Ma non solo. Delrio, infatti, punta anche a fare del bonus lo strumento di una politica di efficientamento energetico del patrimonio edilizio su più larga scala: dagli immobili pubblici che hanno bisogno di interventi sia di riqualificazione edilizia che di risparmio energetico, ai capannoni di impresa. E non finisce qui. Il ministro delle Infrastrutture, infatti, vorrebbe anche una graduazione del beneficio fiscale sulla base del risultato ottenuto dagli interventi in termini di efficientamento energetico.

Un beneficio fiscale graduato

In pratica, garantire l’attuale 65% di sconto solo agli interventi che effettivamente comportano un miglioramento di classe energetica dell’edificio complessivo o il raggiungimento di un certo standard energetico, certificato dal progetto o da una perizia di un professionista abilitato, e per interventi più semplici abbassare la percentuale di sconto. Spostare, poi, gli incentivi fiscali su una scala di recupero più ampia, comprendendo condomini e porzioni urbane.

Confedilizia, ridurre le tasse sugli immobili locati

L’abolizione della tassa sulla prima casa dovrebbe essere accompagnata da una “progressiva detassazione dell’intero settore, a partire dagli immobili locati”. A dirlo è stato il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, commentando le parole del premier Matteo Renzi.

“Il Presidente del Consiglio – ha spiegato – afferma un concetto del tutto condivisibile quando dice che ridurre le tasse fa accrescere il livello di libertà e di equità sociale di un Paese. È quello che serve all’Italia, ma soprattutto al settore immobiliare, che sta subendo da quattro anni un’imposizione fiscale senza precedenti, in gran parte patrimoniale e ormai più che doppia rispetto alla media europea”. 

“Iniziare dall’affitto – spiega Spaziani Testa – risponderebbe ad esigenze sia di equità sociale, se solo si pensa che sui contratti concordati il carico tributario si è addirittura quadruplicato, condannando così alla progressiva estinzione la locazione a canoni calmierati, sia di sviluppo, considerato il volano che l’investimento immobiliare rappresenta per tutta l’economia”

Renzi: dal 2016 via Tasi e Imu per tutti, proroga del bonus mobili

Giornata ricca di impegni quella del 25 agosto per il premier Matteo Renzi. Ospite del meeting del Cl, ma anche in visita al Teatro Puccini di Pesaro e all’Aquila (dove è stato fortemente contestato) è tornato a parlare di tasse, la cui riduzione è “un requisito fondamentale per accrescere la libertà di un Paese”. Ha ribadito che dal 2016 saranno abolite la Tasi e l’Imu e ci sarà anche la tanto richiesta proroga del bonus mobili.

Taglio dell’Imu e della Tasi

“Nel 2016 toglieremo la Tasi e l’Imu per tutti” ha detto il primo ministro. Il riferimento, come già annunciato nei giorni scorsi, è alla Tasi sulla prima casa e all’Imu agricola e a quella sui macchinari imbullonati. Ma sull’universalità dell’abolizione è intervenuto il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, che ha voluto sottolineare come questa scelta, seppur giusta, “non debba valere per tutti”. A pagare dovrebbero essere gli immobili di valore maggiore, in modo da “finanziare, con 1,2 miliardi la deducibilità al 100% per le imprese dell’Imu sui capannoni”

Proroga del bonus mobili

Un incontro con il Presidente di Federlegnoarredo, Roberto Snaidero, è stata l’occasione anche per confermare l’intenzione del Governo di prorogare anche per il 2016 il bonus mobili in scadenza alla fine di quest’anno.

Tassazione immobili, Assoedilizia propone una local tax sul modello della Gran Bretagna

In attesa di settembre, quando il governo si rimetterà al lavoro per delineare il quadro relativo alla tassazione sugli immobili, continuano ad essere avanzate diverse ipotesi. A parlare anche il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, che ha proposto la creazione di una “local tax” sul modello della Gran Bretagna.

Il presidente di Assoedilizia ha spiegato: “In Gran Bretagna la Council Tax (una vera ‘local tax’), che rappresenta il grosso delle entrate per le municipalità, è pagata non dai proprietari degli immobili, ma da tutti coloro che, occupando un immobile, sono utenti dei servizi comunali, siano essi residenti o inquilini”. In pratica, la proposta di Colombo Clerici è creare una vera “local tax” sul modello della Gran Bretagna, che sia pagata sia dai residenti che dagli inquilini di un immobile.

Il presidente di Assoedilizia ha affermato: “C’è chi sostiene che in Italia l’imposizione fiscale sugli immobili sia molto inferiore a quella di altri Paesi europei e che occorra stare attenti a diminuirla. Queste affermazioni trovano origine nel gran pasticcio combinato dal nostro legislatore fiscale in materia di tassazione immobiliare. A ben vedere, i tributi sugli immobili, che costituiscono ormai, se non l’unica, la preponderante fonte di finanziamento dei servizi comunali, non li pagano tutti: sono esenti, quanto all’Imu ben 20 milioni di abitazioni sul totale di 30 e quanto alla Tasi 5 milioni di famiglie utenti dei servizi comunali (che affrontano il costo di una Tasi simbolica)”.

Colombo Clerici ha poi aggiunto: “Inoltre, secondo dichiarazioni governative si affaccerebbe l’ipotesi di esentare dalla Tasi anche altri 20 milioni di famiglie italiane. In Gran Bretagna la Council Tax (una vera ‘local tax’), che rappresenta il grosso delle entrate per le municipalità, è pagata non dai proprietari degli immobili, ma da tutti coloro che, occupando un immobile, sono utenti dei servizi comunali, siano essi residenti o inquilini. Non ci sono categorie sociali che utilizzino servizi senza pagarli, come avviene da noi. Fino a quando non si uscirà da questo equivoco, ci sarà sempre qualcuno che dirà che l’imposizione nel settore immobiliare è insufficiente”.

Casa24 Mercato S&P: cresce il mattone in Europa. In Italia stop al calo dei prezzi da quest’anno e +2,5% nel 2016

I prezzi delle case torneranno a salire quest’anno nella maggior parte dei mercati europei sulla spinta del miglioramento delle condizioni economiche e dei bassi tassi dei mutui. Sono in estrema sintesi le previsioni di S&P. Il maggior rialzo è previsto in Irlanda (+9%), seguita dall’Inghilterra (+7%),dalla Germania (+5%) dal Portogallo (+4%) e dall’Olanda (3%). Anche i prezzi della Spagna torneranno a crescere (+2,5%).

Solo i mercati francese e belga continueranno a calare (-3% e -2% rispettivamente), a causa delle deboli condizioni economiche nel caso della Francia e dei tagli alle agevolazioni sui mutui in Belgio.

Notizie positive anche per l’Italia, dove le quotazioni quest’anno «porranno fine al loro ribasso». Per poi aumentare del 2,5% nel 2016 e del 3% nel 2017. Tuttavia, pur rilevando «l’incipiente ripresa» del mercato residenziale, S&P segnala che la ripresa economica alquanto fiacca e il tasso di disoccupazione ancora elevato limiteranno comunque la domanda di alloggi. I mercato del real estate italiano, per altro, «non mostra significativi segnali di sopra-valutazione». Lo studio sottolinea che il rapporto “price-to-income” è calato vistosamente dai massimi segnati nel 2009 ed è ora vicino alla media di lungo termine. Similmente, il “rapporto-prezzi-affitti” indica una sottovalutazione del mercato di circa il 4%. Tra il 2000 e il 2008, i prezzi delle case in Italia sono saliti del 50% in termini reali, ma tra il secondo semestre del 2008 e il 2014 sono calati del 25%, tornando ai livelli del 2002.

Il mattone diventa liquidità

Finanziare gli studi all’estero di un figlio, far fronte a spese mediche rilevanti o anche ottenere un’iniezione di denaro fresco per altre esigenze. Un aiuto inaspettato arriva dalla casa: se, infatti, nonostante timidi segnali di ripresa, vendere il proprio immobile resta difficile ci sono altre strade per renderlo liquido e far fronte a delle spese in un momento economicamente non facile. Ecco una panoramica di tutte le possibili soluzioni: dal prestito vitalizio ipotecario alla nuda proprietà, fino ai finanziamenti di liquidità.