Standard & Poor’s: “Italia fuori dalla recessione, ma la ripresa è debole”

L’Italia sta finalmente uscendo da una lunga recessione, ma la situazione globale è ancora debole e incerta. A dirlo è un nuovo report di Standard & Poor’s sull’economia del Belpaese. Dopo tre anni e mezzo, finalmente l’economia italiana si sta muovendo fuori dalla recessione. Ci sono però segnali di debolezza che riguardano soprattutto i consumi, che in altri Paesi sono stati il vero motore della ripartenza, ma non nel nostro.

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La Fed non tocca i tassi di interesse, il rialzo è stato rinviato. Ecco perché

La decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse era molto attesa e si dava quasi per scontato un loro rialzo. Ma, a sorpresa, l’aumento non è arrivato. La Fed ha deciso di lasciare invariato il costo del denaro allo 0 e 0,25%, il minimo storico. A preoccupare, soprattutto, la crisi in Cina e la situazione dei mercati emergenti. Con il dollaro largamente usato a livello mondiale, un aumento del suo costo avrebbe necessariamente avuto dirette conseguenze in ogni parte del pianeta.

Una decisione presa a larga maggioranza, con nove voti a favore e uno contrario. A votare contro è stato Jeffrey Lacker, il presidente della Fed di Richmond, che spingeva per un aumento di 0,25 punti. Il Fomc, il comitato esecutivo della Banca centrale, ha spiegato che “sarà appropriato alzare i tassi quando si saranno visti ulteriori progressi nel mercato del lavoro e quando l’inflazione sarà tornata verso il suo obiettivo di medio termine del 2%”.

In conferenza stampa, il governatore della Fed, Janet Yellen, ha fatto sapere: ”La ripresa ha progredito a sufficienza, ci sono ragioni per alzare i tassi ora e ne abbiamo discusso, ma alla luce delle incertezze estere e dell’inflazione più bassa, abbiamo deciso di aspettare. La preoccupazione per la Cina e i mercati emergenti ha portato volatilità sui mercati e, date le significative interconnessioni tra gli Usa e il resto del mondo, la situazione va osservata con attenzione”. Janet Yellen ha poi detto che un aumento alla prossima riunione del 27-28 ottobre resta una possibilità.

Intanto, però, la decisione della Fed sembra sottolineare la fragilità che continua a contraddistinguere l’economia internazionale.

Prezzi case, nel I° semestre 2015 il calo è stato del 2,5%. La stabilità nel 2016?

Con i prezzi delle case in calo, si prevede un aumento delle compravendite. Almeno questo è ciò che ci si attende. L’Ufficio studi del gruppo Tecnocasa ha fatto sapere che nel primo semestre del 2015 i prezzi delle abitazioni in Italia sono diminuiti del 2,5%, dopo il -7,3% registrato nel 2014. In questa situazione le famiglie italiane stanno ricominciando a investire nel mattone e l’anno in corso dovrebbe chiudersi con 430/440mila transazioni.

Nel dettaglio, la fotografia scattata dall’Ufficio studi del gruppo Tecnocasa ha mostrato che nel primo semestre 2015 le quotazioni delle abitazioni in Italia sono diminuite del 2,5% nelle grandi città, del 2,1% nell’hinterland delle grandi città e del 2,2% nei capoluoghi di provincia.

La situazione delle grandi città

Ma dove è stata registrata la contrazione maggiore? Tra le grandi città primeggia Genova con un -4,4%, seguono Torino (-3,6%), Napoli (-3,4%) e Roma (-2,1%). Per Milano il calo è stato dello 0,9%, mentre a Firenze i valori sono rimasti invariati.

La tipologia di immobile più richiesta

Nel primo semestre del 2015 sono cresciute le richieste per i trilocali (36,8%), seguiti dal bilocale (26,4%). Il rapporto ha tuttavia evidenziato che nelle zone più care, come Milano, continua a essere preferito il taglio più piccolo (43,3% contro 40,1%).

Le fasce di prezzo

La maggior parte delle richieste è risultata compresa nella fascia fino a 119mila euro di prezzo, è apparsa tuttavia in crescita la domanda nella fascia compresa tra i 250 e i 474mila euro. A Milano il potenziale di spesa è risultato più elevato, tra 169 e 249mila euro nel 24,2% dei casi.

I tempi di vendita

L’analisi del gruppo Tecnocasa ha evidenziato che a luglio 2015 i tempi di vendita si sono attestati intorno a 170 giorni nelle grandi città, 189 gorni nell’hinterland delle grandi città e 177 giorni nei capoluoghi di provincia.

Cosa si compra?

Abitazione principale o casa vacanza? L’Ufficio studi del gruppo Tecnocasa ha fatto sapere che il 76,8% delle compravendite ha riguardato l’abitazione principale, il 16,4% un immobile ad uso investimento e il 6,8% la casa vacanza.

Le previsioni

Ma cosa aspettarsi nel prossimo futuro? Facendo una previsione, l’Ufficio studi del gruppo Tecnocasa ha fatto sapere che il 2015 potrebbe concludersi con transazioni in aumento (tra 430 e 440mila compravendite). Per quanto riguarda i prezzi, invece, Tecnocasa prevede nelle grandi città un ribasso dei valori compreso tra -4% e -2%, la stabilità potrebbe raggiungersi nel 2016 e confermarsi nel 2017.

Mutui, tasso fisso batte il variabile e le surroghe surclassano le nuove erogazioni

Sebbene l’erogazione dei nuovi mutui continui a segnare dati positivi, non è tutto oro quel che luccica. Oltre il 60% dei finanziamenti è costituito infatti dalle surroghe, mentre solo il 29,7% serve per l’acquisto della prima casa. A dirlo sono i dati dei primi otto mesi dell’anno dell’Osservatorio Mutuionline.it

A farla da padrone è il tasso fisso con il 72,3% delle nuove erogazioni, mentre il 24,9% dei mutuatari ha scelto il variabile, con un calo notevole rispetto al secondo semestre del 2014. Per quanto riguarda la durata dei nuovi finanziamenti, la maggioranza dei mutui erogati in Italia ha una durata di 20 anni (il 26,8%) e di 15 anni (il 23,4%).

L’importo medio dei mutui erogati è stato pari a 119.358 euro, in diminuzione rispetto alla seconda parte del 2014 (121.798 euro). Per quanto riguarda la distribuzione geografica si sono distribuiti per il 40% nel Nord Italia, seguiti dal Centro con il 39,4%, dal Sud (15,1%) e dalle Isole (5,5%).

Scenari Immobiliari: La crisi del mercato è finita, il mattone cresce più del Pil

La crisi del mercato immobiliare sembra essere finita in tutta Europa e anche in Italia dove per la fine del 2016 si prevede di arrivare a 500 mila compravendite grazie alla maggior facilità di accesso ai mutui, l’attesa della ripresa economica e la domanda dall’estero. A dirlo è l’European Outlook di Scenari Immobiliari, secondo il quale il ritmo di crescita del mattone europeo è superiore al Pil.

I mercati meglio del Pil

I mercati immobiliari stanno crescendo in tutta Europa ad un ritmo superiore al Pil. Mentre la crescita economica in Eu28 dovrebbe essere dell’1,6 per cento nel 2015, il fatturato immobiliare sta crescendo del 4,5 per cento. E le previsioni per il 2016 sono di ulteriore aumento.
Le quotazioni, salvo casi particolari, sono ancora in calo. Aumentano i volumi scambiati in quasi tutti i Paesi. A fare da traino le nuove costruzioni e la domanda estera.

Se i mercati immobiliari crescono più del pil in tutta Europa come volumi scambiati, le quotazioni sono ancora in calo e i prezzi destinati a rimanere bassi a lungo per la bassa inflazione del continente. “La crisi immobiliare- spiega il rapporto-pare definitivamente terminata. Si apre un mercato con quotazioni stabili e una forte domanda di innovazione e qualità di prodotti”. Un ruolo notevole nella ripresa lo potrebbero avere gli immigrati:“Nello scorso decennio – ha detto Mario Breglia, presidente dell’Istituto di studi e ricerche – i lavoratori stranieri hanno comprato oltre un milione di case in Italia. Una corretta politica dell’accoglienza e del lavoro può aiutare l’inserimento sociale anche attraverso la residenza e questo rimette in moto anche il sistema immobiliare

Acquisto casa dal costruttore: quali sono i rischi e come tutelarsi

Acquistare una casa in costruzione può avere degli indubbi vantaggi – soprattutto un risparmio sul prezzo fino al 20% – ma anche dei rischi da non sottovalutare. In primis il pericolo che l’impresa fallisca e il compratore perda le somme versate in anticipo. Proprio per questa ragione è importante sapere quali sono le garanzie a disposizione del compratore e come fare per tutelarsi.

Se si ha intenzione di comprare una casa in costruzione è importante sapere che, in caso di fallimento dell’impresa edile prima della stipula dell’atto di trasferimento, solo i creditori dotati di garanzie reali sull’immobile (come ad esempio la banca che ha finanziato la costruzione concedendo un mutuo) possono far valere le proprie ragioni. Gli altri, compratori compresi, difficilmente potranno riavere indietro le somme già versate come caparra o acconto, a meno di non pagare due volte le somme già corrisposte.

Garanzie legislative per l’acquirente

L’acquirente ha però a disposizione una serie di tutele che le sono state fornite dal legislatore (dl 122 del 20 giugno 2005).

  1. obbligo garanzia fideiussoria – il costruttore è obbligato a prevdere la garanzia fideiussoria sulle somme versate in acconto dall’acquirente fino al trasferimento della proprietà. Senza la garanzia, il contratto si considera nullo. Grazie ad essa, il costruttre deve restiture all’acquirente tutte le somme riscosse.
    La fideiussione deve prevedere la rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale: l’acquirente può rivolgersi subito alla banca o alla compagnia di assicurazione senza dover prima tentare di recuperare il credito presso il costruttore.
  2. Polizza decennale – il costruttore deve consegnare una polizza assicurativa di dieci anni come garanzia del risarcimento dei danni materiali derivanti da eventuale rovina dell’immobili o da gravi difetti di costruzione. La polizza ha effetto dal momento dell’ultimazione dei lavori.
  3. Contratto preliminare d’acquisto – deve contenere i dati di acquirente e venditore (dati anagrafici, partita IVA, ecc.), l’identificazione catastale dell’immobile, la descrizione  completa delle caratteristiche tecniche, eventuali convenzioni urbanistiche, vincoli o ipoteche, i tempi massimi di costruzione e consegna, il prezzo complessivo, le modalità di pagamento, eventuali Imprese appaltatrici, gli estremi della richiesta e del permesso di costruire e i dettagli della fideiussione.
  4. Diritto di prelazione-  in caso di vendita all’asta la legge garantisce all’acquirente il diritto di prelazione se la casa è adibita ad abitazione principale.
  5. Modalità di pagamento – si segue l’andamento dei lavori: il 6% del costo totale alle fondamenta, il 12% al completamento delle strutture portanti e il 13% alle pavimentazioni. Il saldo totale avverrà al momento del rogito

I Consigli dell’Associazione dei Consumatori europei

L’Associzione europea dei consumatori ha formulato una serie di consigli per chi acquista casa direttamente dal costruttore

  • Verificare l’affidabilità dell’impresa costruttrice
  • Visitare altre case costruite dalla stessa società
  • Accertarsi che il costruttore sia coperto da fideiussione bancaria e dall’assicurazione come prevede la legge.
  • Controllare che il suolo sia effettivamente edificabile e sia di proprietà del costruttore
  • Richiedere documenti e titoli abilitativi
  • Leggere con attenzione il capitolato dove devono essere indicati tipo e qualità dei materiali ed elenco delle dittà installatrici
  • Considerare le misure reali dell’immobile

L’Euribor in “caduta libera” tocca il minimo del -0,1%: cosa accadrà alle rate del mutuo?

Chi ha un mutuo a tasso variabile negli ultimi tempi non può che essere contento della scelta fatta. L’Euribor – il tasso a cui sono agganciati la maggior parte dei finanziamenti a tasso variabile nel nostro Paese – continua infatti la sua caduta libera. Dopo essere entrato in terreno negativo già qualche mese fa, adesso ha toccato anche il minimo di -0,1%, rompendo per la prima volta la soglia dei decimi.

Il tasso variabile è dato dalla somma dello spread (il differenziale applicato dalle banche e che corrisponde al suo guadagno) più un parametro di riferimento, che può essere dato dal tasso Bce (anche quest’ultimo bassissimo) o, nella maggior parte dei casi, dall’Euribor. Sono ormai diversi mesi che l’Euribor è negativo, ma adesso il parametro a un mese (calcolato sulla base di 365 giorni) ha addirittura toccato la soglia dei decimi, arrivando a 0,01%

Cosa accadrà a chi ha un mutuo a tasso variabile? Secondo un’analisi di Vito Lops per il Sole24 ore, se si ipotizza uno spread dell’1,5% il tasso finale sarebbe dell’1,4%, perché si dovrebbe sottrarre lo 0,1 di Euribor. Il risparmio sarebbe, per un mutuo di 20 anni, di circa 10 euro al mese e 120 euro l’anno. Peccato però che molte banche siano corse ai ripari inserendo delle clausole che in caso di parametro negativo, impediscono una sottrazione algebrica. Un escamotage che fino al momento non ha suscitato particolari polemiche considerando che si trattava pur sempre di pochi centesimi. Ma adesso che si è entrati nel campo dei decimi, la musica potrebbe cominciare a cambiare.