Acconto cedolare secca 2015: scadenza il 30 novembre

Entro il 30 novembre i proprietari di immobili dati in locazione che hanno aderito al regime della cedolare secca dovanno versare l’acconto per il 2015. Ma vediamo nel dettaglio chi e’ tenuto al pagamento e quali sono le modalità di versamento.

Chi deve versare acconto cedolare secca

A versare  l’acconto sono i locatori che hanno aderito al regime della cedolare secca se l’importo da corrispondere è pari o superiore a 52 euro, se è inferiore l’acconto non è dovuto. L’acconto è dovuto nella misura del 95% dello stesso importo.

Sono esclusi dal pagamento i contratti stipulati nel 2015, che dovranno versare l’intera cedolare secca calcolata sui canoni  maturati nel 2015 nel 2016, insieme agli acconti dovuti per quest’ultima annualità.

Calcolo acconto cedolare secca: il metodo previsionale

Se il locatore prevede di dover pagare una minore imposta nella successiva dichiarazione, può calcolare l’acconto sulla base di tale minore imposta. La scelta in questo caso è del metodo di calcolo previsionale, in contrapposizione allo storico. In questo caso l’importo della seconda rata si calcola determinando l’imposta annua dovuta per il 2015, calcolando il 95% della cedolare così determinata e sottraendo quanto già versato.

Modalità versamento acconto cedolare secca

Per quanto riguarda la modalità di versamento, il pagamento deve essere effettuato in un’unica rata, entro il 30 novembre 2015, in presenza di un importo inferiore a 257, 52 euro. Nel caso si tratti di un importo superiore, il versamento deve avvenire in due rate, di cui la prima con le scadenze del saldo 2014 pari al 40% dell’acconto totale e la seconda, per il versamento del restante 60% entro il 30 novembre. Non è possibile rateizzare la seconda rata.

Acconto cedolare secca, codice tributo

Per quanto riguarda il codice tributo, sia che si tratti del versamento dell’intero importo in un’unica soluzione sia che corrisponda semplicemente alla seconda rata, il codice da utilizzare è il 1841 da indicare nella “Sezione erario”.

Acconto cedolare secca mod. 730

I contribuenti che hanno presentato il modello 730 per il 2015 non devono versare la seconda rata con il modello F24, ma subiranno le trattenute delle somme dovute a titolo di seconda o unica rata a seconda delle informazioni contenute nel modello presentato.

Nomisma, “Il mercato immobiliare si è lasciato alle spalle la crisi, ma la risalita sarà lenta”

Il mercato immobiliare italiano si è lasciato alle spalle la pesante crisi degli ultimi sette anni, ma la risalita sarà lenta e non priva di insidie. Incombono ancora i retaggi del passato e il loro smaltimento potrebbe generare contraccolpi negativi. Sono queste le principali conclusioni dell’Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma relativo al terzo trimestre dell’anno

Riparte il mercato del credito

Negli ultimi mesi si è visto un rinnovato interesse delle famiglie nei confronti del mercato immobiliare, accompagnato da una nuova politica delle banche, più aperte alla concessione di prestiti. L’incremento delle erogazioni, secondo l’istituto bolognese, è stata eclatante, anche se di gran lunga inferiore ai dati diffusi anche da autorevoli istituzioni nel corso dell’anno. Le surroghe e le sostituzioni sono passate dal 7,5% del 2014 al 26% del 2015, e la quota di acquisto senza ricorso al credito è scesa al di sotto del 45%. Il canale credizio rimane quindi il principale driver alla base delle ottimistiche aspettative di rilancio.

Il capitale erogato alle famiglie per i mutui nei primi sei mesi del 2015 è stato di 17,3 miliardi di euro, con un incremento di 53 punti percentuali sul primo semestrer del 2014 e di 34 sul semestre precedente. Per la seconda parte dell’ anno le previsioni ammontano a 21 miliardi di euro. Sul fronte mutui le previsioni di Nomisma per il periodo 2016-2018 sono di un progressivo consolidarsi dei mutui erogati particolarmente nel quarto trimestre 2015 e primo trimestre 2016 con tassi di crescita molto elevati. Per il 2015 l’erogato complessivo dovrebbe attestarsi a 38,2 miliardi di euro con un incremento del 58%.

Le previsioni per il 2016

Per il periodo centrale del 2016 Nomisma prevede un fisiologico rallentamento della crescita che rimarrà abbondantemente positiva anche se non più con tassi di variazione a doppia cifra. Per l’istituto bolognese le erogazioni potranno attestarsi a oltre 10 miliardi di euro a trimestre per poi raggiungere nel periodo 2017/2018 valori non dissimili a quelli raggiunti nel triennio 2009-2011.

Ma non sono da escludersi incognite e rischi, in particolare legati al peso dei crediti deteriorati. Il quadro attuale offre istituti bancari più solidi che da tempo hanno avviato un piano di accantonamenti e nuovi capitali per l’irrobustimento patrimoniale, mentre altri in numero non esiguo – presentano un’esposizione che necessita piani di intervento straordinari di durata pluriennale.  Da qui i dubbi di Nomisma relativi a una capacita’  di sostegno in linea con la pressione della domanda, oltre che a potenziali ricadute sistemiche.

Domanda e offerta nelle principali città

Analizzando le 13 città  monitorate, la crescita dei livelli di attività risulta uniforme e diffusa sia per le residenze che per gli immobili ad uso produttivo. La maggiore rigidità dei prezzi nel corso della crisi si riflette per Nomisma nell’ andamento anticipatorio delle quantità  rispetto ai valori, con un ritardo dei secondi che tende ad ampliarsi nel tempo.

In ambito residenziale l’offerta continua a crescere nei semicentri e nelle periferie mentre si conferma stabile nelle zone di pregio e nei centri.  Nomisma individua in questa dinamica la prevalenza di posizioni da liquidare anche in assenza di segnali più chiari e univoci di mercato. Timidi segnali di dinamismo si colgono nelle zone di pregio e nei centri, dove cresce la quota di giudizi di aumento delle intenzioni di acquisto dell’abitazione. Al contempo il mercato della locazione residenziale si conferma abbastanza uniforme in un confronto delle zone urbane.

È interessante notare come nelle zone di pregio e nei centri la domanda di acquisto di case che non viene soddisfatta dagli immobili presenti sul mercato sembra orientarsi verso la locazione, in attesa di un miglioramento delle condizioni di accessibilità , oltre che di qualità .

Il mercato dell’affitto

La dimensione tutto sommato esigua del mercato della locazione residenziale per Nomisma  sembra rappresentare un fattore strutturale e non congiunturale. La performance più  negativa è quella dei negozi, con un’offerta in costante crescita e una domanda ancora una volta in calo. Seppure in un contesto in graduale miglioramento, Nomisma nota come lo sconto praticato dall’offerta sia ancora decisamente consistente, come pure i tempi di vendita nonostante nella seconda parte del 2015 si siano leggermente ridotti. Nella seconda parte del corrente anno Nomisma ha evidenziato un’attenuazione del calo dei prezzi di abitazioni, uffici e negozi rispetto ai semestri precedenti.

Il rendimento delle locazioni

Il rendimento medio lordo annuo da locazione delle abitazioni si è¨ attestato al 5,1% in linea con quello degli uffici (5%). Sul fronte corporate, l’ esposizione verso il sistema bancario induce a ritenere che la ripresa non possa dirsi pienamente consolidata, anche se dai numeri parrebbe robusta. Da parte degli operatori prevale un giudizio stabile rispetto alle quantità  immesse nel corso dell’anno sul mercato, mentre la domanda risulta ancora in calo, anche se non sono mancate indicazioni di assestamento. L’offerta si presenta stabile con l’eccezione dei centri città  dove invece è¨ in crescita.

Pur non essendovi dubbi che il mercato immobiliare italiano si sia lasciato alle spalle la pesante crisi che ne aveva caratterizzato la dinamica per circa un settennio, risulta tuttora problematico definirne le prospettive a medio termine: sulla lenta e graduale risalita incombe ancora il retaggio degli eccessi del passato, il cui smaltimento non si esclude possa essere foriero di contraccolpi negativi.

Sconto Imu del 25% per gli affitti a canone concordato

Come trapelato da indiscrezioni della vigilia, arrivano nella legge di stabilità le agevolazioni per le case date in affitto a canone concordato, che usufruiranno di una riduzione Imu del 25%. Sembra confermata anche l’esenzione dalle tasse per i proprietari di immobili dati in comodato d’uso ai figli e per quelli assegnati agli ex coniugi.

Durante la discussione in Commissione Bilancio del Senato si è infatti giunti ad un accordo tra governo e maggioranza per concedere ai proprietari delle abitazioni date in locazione a canone concordato uno sconto dell’Imu del 25%. La manovra avrà un costo totale di 80 milioni.

Imu e Tasi comodato gratuito

In una modifica apportata dalle relatrici del provvedimento (Zanoni per il Pd e Chiavaroli per Ap) dovrebbe finire anche l’esenzione Tasi e Imu per gli immobili concessi in comodato d’uso dai genitori ai figli e per gli ex coniugi.

Tasse casa, niente Tasi per gli immobili in comodato d’uso ai figli

Arriva l’esenzione dalle tasse sulla casa per i proprietari di abitazioni date in comodato d’uso ai figli o ai genitori. Il proprietario, però, non deve possedere un altro immobile ad uso abitativo in Italia e nel 2015 deve aver abitato nella casa che vuole cedere al parente in linea retta entro il primo grado.

Niente ville e castelli

La commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera all’emendamento delle relatrici al ddl Stabilità che elimina le tasse sulla casa anche per i proprietari che danno l’immobile in comodato ai figli o ai genitori. L’esenzione è valida solo per le case non di lusso. Non vale, dunque, per ville e castelli.

Un solo immobile a uso abitativo per il proprietario

Il provvedimento tratta come prime case anche quelle in cui il proprietario, che però deve possedere un solo immobile a uso abitativo, non è residente e domiciliato.

Sconto Imu 25%

Ricordiamo che sul fronte della tasse sulla casa nelle legge di Stabilità 2016 sono arrivate le agevolazioni per le case date in affitto a canone concordato, che usufruiranno di una riduzione Imu del 25%. In pratica, i proprietari che decideranno di affittare la seconda abitazione a canone concordato godranno di uno sconto Imu pari al 25%.

Il testo in Aula giovedì

La Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha deciso di concedere un giorno in più alla commissione Bilancio per l’esame del testo e degli emendamenti. La legge di Stabilità arriverà quindi giovedì in Aula, in modo tale che il via libera dell’Assemblea possa arrivare entro sabato.

Gli edifici più emblematici del mondo rendono omaggio alle vittime degli attentati di Parigi

I monumenti di tutto il mondo hanno voluto rendere omaggio agli oltre 120 morti degli attacchi parigini illuminandosi con i colori della bandiera francese. Dalla Piramide di Giza alla statua del Cristo Redentore, ecco come i simboli delle città hanno espresso la propria solidarietà alla Francia.

Agenzia delle Entrate: nelle visure catastali debuttano i metri quadri

Non solo vani. Nelle visure catastali fanno il loro debutto i metri quadri. Per 57 milioni di immobili il “documento di riconoscimento” rilasciato dall’Agenzia delle Entrate conterrà nero su bianco anche il dato relativo alle superficie. Una rivoluzione che semplifica anche il calcolo della tassa sui rifiuti.

Nel comunicato diffuso dal Fisco si legge che “L’Agenzia delle Entrate rende disponibile la superficie catastale nelle visure delle unità immobiliari censite nelle categorie dei gruppi A, B e C. Una novità che semplifica la vita ai proprietari di 57 milioni di immobili, mettendo a loro disposizione un dato finora visibile solo nelle applicazioni degli uffici”. Arriva direttamente in visura anche la superficie ai fini Tari, per consentire ai cittadini di verificare con facilità la base imponibile utilizzata per il calcolo della tassa rifiuti”.

Metri quadri visura catastale

Oltre ai dati identificativi dell’immobile (sezione urbana, foglio, particella, subalterno, Comune) e ai dati di classamento (zona censuaria ed eventuale microzona, categoria catastale, classe, consistenza, rendita), da oggi sarà riportata direttamente in visura anche la superficie catastale. E’ una semplificazione che riguarda circa 57 milioni di unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria.

Metri quadri tariffa rifiuti

Le visure si arricchiscono di un’altra informazione importante per i cittadini: la superficie ai fini Tari, che, per le sole destinazioni abitative, non tiene conto di balconi, terrazzi e altre aree scoperte di pertinenza e accessorie. Ciascun proprietario avrà così a portata di mano anche questa informazione, già fornita dall’Agenzia delle Entrate ai Comuni grazie ai flussi di interscambio dati già attivi, per poter verificare la base imponibile utilizzata per il calcolo del tributo sui rifiuti.
In caso di incoerenza tra la planimetria e la superficie calcolata, inoltre, i contribuenti potranno inviare le proprie osservazioni, attraverso il sito dell’Agenzia, e contribuire quindi a migliorare la qualità delle banche dati condivise tra Fisco ed enti locali. Già dal 2013 i Comuni possono segnalare errori di superficie riscontrati su immobili presenti nella banca dati catastale.

Aggiornamento banche dati

La novità, che arriva al termine di un periodo di sperimentazione che ha coinvolto gli uffici provinciali – Territorio di Brindisi, Foggia e Ravenna, lascia al momento fuori, in attesa delle opportune verifiche nell’ambito delle attività di allineamento delle banche dati, gli immobili che presentano un dato di superficie “incoerente”. Quanto agli immobili non dotati di planimetria, che risalgono perlopiù alla prima fase di censimento del Catasto edilizio urbano, e sono di conseguenza privi anche del dato relativo alla superficie, i proprietari possono presentare una dichiarazione di aggiornamento catastale, con procedura Docfa, per l’inserimento in atti della piantina catastale. Una regolarizzazione che, per l’attuale normativa, è d’obbligo se si è intenzionati a vendere

Legge di Stabilità, le novità sugli emendamenti: dalle pensioni ai contanti

E’ arduo il compito della commissione Bilancio al Senato, che si trova a dover esaminare i 3.563 emendamenti alla legge di Stabilità presentati da tutte le forze politiche. Si va dalle pensioni al Sud, passando per il contante. Vediamo di cosa si tratta.

Pensioni

Sul fronte pensioni e lavoratori in uscita si parla dell’ampliamento della no tax area dei pensionati, che per il Pd dovrà essere anticipata al 2016 e non rinviata al 2017 come prevede attualmente il Ddl di Stabilità. Tra le proposte c’è anche un prestito pensionistico per le uscite anticipate.

Contanti

Maggioranza e governo puntano a lasciare il limite del contante per i money transfer a 1.000 euro come misura di contrasto al riciclaggio. A questo settore, quindi, non andrebbe ad applicarsi l’innalzamento a 3.000 euro.

Pa, Caf e canone Rai

In questo ambito si discute dell’aumento del limite al turnover nella Pa, ora fissato al 25%, e della dote per le Province al fine di non mettere a rischio servizi come quelli su strade e scuole. Quasi certi la riduzione del taglio su Caf e patronati e il potenziamento della dote per il nodo Province (servizi degli enti di area vasta). Per quanto riguarda il canone Rai inserito nella bolletta elettrica, il Pd propone due rate il prossimo anno e sei dal 2017.

Sud

Pd e Ap sono d’accordo sull’introduzione di un credito d’imposta per gli investimenti produttivi e un potenziamento della decontribuzione per i nuovi assunti rispetto all’attuale 40%. Ma il governo starebbe valutando come ipotesi prioritaria l’anticipo al 2016, solo per il Sud e a prescindere dall’attivazione della clausola migranti, del taglio Ires (forse al 24%).

Fondo di garanzia

A norme vigenti, dal 2016 l’accesso al Fondo, dovrebbe essere esteso anche alle cosiddette mid-cap (fino a 499 dipendenti) relativamente a portafogli di finanziamenti. Non solo quindi micro e piccole e medie imprese. Ora si sta discutendo, con l’obiettivo di facilitare le operazioni delle mid-cap, di innalzare l’importo massimo garantibile per singola impresa da 2,5 a 5 milioni di euro.

Casa

La maggioranza sta lavorando alla cancellazione dell’Imu e della Tasi anche per le abitazioni date in comodato d’uso ai parenti di primo grado. Si discute poi delle agevolazioni sul pagamento dell’Imu-Tasi per i possessori di seconde case affittate a canone concordato.

Agenzia delle Entrate: nelle visure catastali debuttano i metri quadri

Non solo vani. Nelle visure catastali fanno il loro debutto i metri quadri. Per 57 milioni di immobili il “documento di riconoscimento” rilasciato dall’Agenzia delle Entrate conterrà nero su bianco anche il dato relativo alle superficie. Una rivoluzione che semplifica anche il calcolo della tassa sui rifiuti.

Nel comunicato diffuso dal Fisco si legge che “L’Agenzia delle Entrate rende disponibile la superficie catastale nelle visure delle unità immobiliari censite nelle categorie dei gruppi A, B e C. Una novità che semplifica la vita ai proprietari di 57 milioni di immobili, mettendo a loro disposizione un dato finora visibile solo nelle applicazioni degli uffici”. Arriva direttamente in visura anche la superficie ai fini Tari, per consentire ai cittadini di verificare con facilità la base imponibile utilizzata per il calcolo della tassa rifiuti”.

Metri quadri visura catastale

Oltre ai dati identificativi dell’immobile (sezione urbana, foglio, particella, subalterno, Comune) e ai dati di classamento (zona censuaria ed eventuale microzona, categoria catastale, classe, consistenza, rendita), da oggi sarà riportata direttamente in visura anche la superficie catastale. E’ una semplificazione che riguarda circa 57 milioni di unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria.

Metri quadri tariffa rifiuti

Le visure si arricchiscono di un’altra informazione importante per i cittadini: la superficie ai fini Tari, che, per le sole destinazioni abitative, non tiene conto di balconi, terrazzi e altre aree scoperte di pertinenza e accessorie. Ciascun proprietario avrà così a portata di mano anche questa informazione, già fornita dall’Agenzia delle Entrate ai Comuni grazie ai flussi di interscambio dati già attivi, per poter verificare la base imponibile utilizzata per il calcolo del tributo sui rifiuti.
In caso di incoerenza tra la planimetria e la superficie calcolata, inoltre, i contribuenti potranno inviare le proprie osservazioni, attraverso il sito dell’Agenzia, e contribuire quindi a migliorare la qualità delle banche dati condivise tra Fisco ed enti locali. Già dal 2013 i Comuni possono segnalare errori di superficie riscontrati su immobili presenti nella banca dati catastale.

Aggiornamento banche dati

La novità, che arriva al termine di un periodo di sperimentazione che ha coinvolto gli uffici provinciali – Territorio di Brindisi, Foggia e Ravenna, lascia al momento fuori, in attesa delle opportune verifiche nell’ambito delle attività di allineamento delle banche dati, gli immobili che presentano un dato di superficie “incoerente”. Quanto agli immobili non dotati di planimetria, che risalgono perlopiù alla prima fase di censimento del Catasto edilizio urbano, e sono di conseguenza privi anche del dato relativo alla superficie, i proprietari possono presentare una dichiarazione di aggiornamento catastale, con procedura Docfa, per l’inserimento in atti della piantina catastale. Una regolarizzazione che, per l’attuale normativa, è d’obbligo se si è intenzionati a vendere

Il patrimonio immobiliare segreto del Vaticano tra le mura di Roma

Dopo il clamoroso arresto di monsignor Lucio Balda nell’ambito di un’inchiesta sulla sottrazione e divulgazione di documenti segreti, il libro Avarizia di Emiliano Fittipaldi sta gettando un’inquietante luce sul patrimonio immobiliare del Vaticano

Secondo le rivelazioni del libro, l’Apsa, l’organismo che si occupa della gestione del patrimonio economico della Santa Sede, sarebbe proprietaria a Roma di migliaia di appartamenti che valgono cifre importanti. In tutto il Vaticano ce ne sarebbero circa cinquemila, ma in realtà neanche loro sarebbero consapevoli del loro effettivo ammontare.

Ma il patrimonio immobiliare non sarebbe circoscritto alle mura del Vaticano. Proprietà sarebbero presenti anche in Gran Bretagna, Svizzera e Francia. Nel 2013 l’Apsa ha segnato in bilancio tre voci distinte: le proprietà in Inghilterra per 25,6 milioni, quelle in Svizzera per 27,7 mentrern case, negozi, palazzi e appartamenti in Italia e in Francia per appena 342 milioni. Ma in Vaticano sanno bene  – si legge nel libro – che si tratta di una cifra sottostimata: il documento interno della Cosea fa chiarezza sul punto, specificando che il portafoglio contabile Apsa deve essere moltiplicato per ben sei volte”

Pagamento affitto in contanti, cosa cambia con la Legge di Stabilità

Con la legge di Stabilità 2016 arrivano alcune novità anche per quanto riguarda il pagamento degli affitti. Il provvedimento non solo amplia il limite all’uso del contante, che da 1.000 euro passa a 3.000, ma abroga anche la norma che prevedeva il divieto del pagamento in contanti per i canoni di locazione di qualsiasi importo per le unità abitative.

Una disposizione, quest’ultima, assai dibattuta e che aveva portato il Ministero dell’Economia e delle Finanze a pubblicare una circolare con la quale precisava che il divieto di pagamento in contanti per le locazioni era da ritenersi ancorato alla regola più generale sulla tracciabilità dei pagamenti. In pratica, il Ministero consentiva il pagamento in contanti per gli importi fino a 999,99 euro, mentre da 1.000 euro in su restava l’obbligo dell’assegno o del bonifico.

Cosa succede con la legge di Stabilià 2016? Presto detto. Dal prossimo anno l’inquilino potrà pagare fino a 2.999,99 euro in contanti. Per cifre superiori, dai 3.000 euro in su, dovrà valersi di strumenti tracciabili: assegni non trasferibili, bonifici e pagamenti con carte. E’ facile dedurre, dunque, che dal 2016 la maggior parte degli affitti a uso abitativo potrà essere pagata in contanti.

Nel caso degli arretrati, se l’inquilino pagherà in un’unica soluzione più mensilità potrà farlo in contanti anche se la somma raggiungerà i 3.000 euro, ma il padrone di casa dovrà emettere una ricevuta per ogni mensilità. Nel caso in cui dovesse effettuare una sola quietanza, il pagamento verrà considerato unitario e quindi dovrà essere effettuato con assegno, bonifico o altri strumenti tracciabili.