Istat: il settore residenziale traina la ripresa del mattone, +5,7% nel 2015

Secondo l’Istituto nazionale di statistica, il 2015 si conferma l’anno della ripresa per il mercato immobiliare, che chiude con una crescita del 5,2% sul 2014, per un totale di 625.305 trasferimenti a titolo oneroso di unità immobiliari. Ma a trainare il comparto è il residenziale, con un +5,7% rispetto all’anno precedente, mentre le abitazioni ad uso economico tornano in terreno negativo.

Andamenti differenziati per il comparto ad uso abitativo e quello economico: se le convenzioni delle unità immobiliari ad uso abitazione ed accessori (584.822) registrano un aumento del 5,7%, quelle ad uso economico (36.891) tornano in territorio negativo (-1,3%) dopo la crescita nell’anno precedente.

Nel comparto dell’abitativo ed accessori, la crescita è superiore alla media nazionale al Nord-est (+8,8%) e al Nord-ovest (+6,3%) mentre per le Isole (+5,4%), il Sud (+3,7%) e il Centro (+3,6%) le variazioni sono positive ma più contenute. Nel settore dell’immobiliare ad uso economico, invece, si registrano aumenti soltanto al Centro (+1,9%) e nelle Isole (+1,5%) mentre Nord-est (-2,8%), Nord-ovest (-2,7%) e Sud (-1,3%) reagiscono ancora con difficoltà alla crisi.

Il Quarto trimestre del 2015

Analizzando il quarto trimestre dello scorso anno, le convenzioni notarili per trasferimenti immobiliari a titolo oneroso registrano un aumento del 9,1% sullo stesso trimestre del 2014. Anche in questo caso, ad aumentare è il settore residenziale, in crescita del 10% (171.517), mentre i trasferimenti immobiliari ad uso economico registrano un calo del 2,5% (11.121)

L’andamento del comparto dal 2006

In una prospettiva temporale più ampia, ponendo il 2006 come anno base, è possibile osservare come i numeri indice riferiti al complesso delle convenzioni notarili per trasferimenti immobiliari siano andati progressivamente decrescendo fino a quasi dimezzarsi, da 94,9 del 2007 a 52,6 del 2013. Il 2014 segna un punto di svolta, i numeri indice riprendono a crescere, attestandosi nel complesso a 53,4 per poi salire a 56,2 nel 2015. Tuttavia mentre l’indice dei trasferimenti ad uso abitativo ed accessori passa da 53,6 nel 2014 a 56,6 nel 2015, quello riferito al settore economico decresce nuovamente da 54,2 a 53,5.

Istat: il settore residenziale traina la ripresa del mattone, +5,7% nel 2015

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Un hotel alle Maldive per svegliarsi in paradiso

Sull’isola di Male, alle Maldive, è possibile trovare un lussuoso hotel a cinque stelle, composto da 75 villette, di cui 45 dotate di accesso privato alla spiaggia e 30 situate proprio sul mare.

Tutte le sistemazioni del Baros Maldives Hotel hanno aria condizionata, ventilatore a soffitto, letto “king size”, minibar, tv a schermo piatto e connessione internet via satellite. Ma a rendere il tutto davvero speciale è senza alcun dubbio il meraviglioso paesaggio circostante.

Gli altri hotel speciali

Quali sono le spese per la casa detraibili dal modello 730

È ormai tempo di dichiarazione dei redditi e chi ha sostenuto a vario titolo delle spese per la casa (dalla ristrutturazione alla locazione) ha diritto a scaricare parte delle somme investite. Ecco quali sono le spese relazionate alla propria dimora detraibili o deducibili dal 730.

Prima di tutto bisogna distinguere tra spese detrabili, che vengono utilizzate per diminuire l’imposta da pagare, e spese deducibili, che invece riducono il reddito complessivo su cui calcolare l’imposta dovuta.

  • Deduzione immobili da locare – Chiunque acquisti da privato un immobilie da dare in affitto ha diritto a una deduzione delle spese sostenute (pari al 20% del prezzo di acquisto risultante dall’atto di compravendita).
  • Detrazioni del 19% interessi passivi mutui – devono essere indicati gli importi degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazioni pagati nel 2015 per i mutui, indipendentemente dalla scadenza della rata. Se si tratta di un mutuo ipotecario con contributi concessi dallo Stato, deve essere portato a detrazione la parte di interessi che rimangano effettivamente a carico del contribuente
  • Detrazioni spese sostenute a vario titolo e da vari soggetti per i canoni di locazione
  • Detrazioni ristrutturazione edilizia –  confermata anche per quest’anno la detrazione del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di messa in sicurezza del patrimonio edilizio
  • Detrazioni per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici– Indipendentemente dall’ammontare speso per i lavori di ristrutturazione, è possibile detrarre il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di grandi elettrodomestici e di mobili per un tetto di spesa di 10.000 euro, spalmabili in 10 anni.
  • Detrazioni riqualificazione energetica – chi esegue lavori di riqualificazione energetica ha diritto a una detrazione del 65% sulle spese sotenute. Dal 2015 è decaduto l’obbligo di inviare al Fisco la comunicazione per i lavori che proseguono per più periodi d’imposta, con riferimento alle spese sostenute nel 2015 in relazioni ai lavori che proseguiranno nel 2016
  • Cedolare secca – chi opta per il regime alternativo della cedolare secca per dare in locazione immobili a canone concordato può usufruire, dal 2014 al 2017, di un’aliquota agevolata del 10% (anziché del 15%)
  • Spese provvigione agenzia immobiliare – I compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l’acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale sono detraibili nella misura del 19%, su un importo massimo di 1000 euro.

Revisione del valore catastale: ecco quando l’atto dell’Agenzia delle Entrate è nullo

La Commissione Tributaria Regionale di Potenza è scesa in campo a favore dei cittadini sullo spinoso problema della revisione del valore catastale degli immobili. L’Agenzia delle Entrate non può infatti riclassare un’abitazione sulla base di vaghi riferimenti a strutture similiari nella stessa zona, ma deve indicare espressamente quali siano i fabbricati presi a parametro, pena la nullità dell’atto stesso.

L’Agenzia delle Entrate può rivedere il valore catastale di un immobile sulla base di una comparazione con altre abitazioni collocate nella stessa zona e con la stessa destinazione d’uso. All’interno di un quartiere esclusivo non si possono riscontrare notevoli differenze tra il valore degli immobili, questo perché l’apprezzamento di un fabbricato dipende anche dalla zona su cui è costruito.

Tuttavia, perché avvenga un riclassamento dell’immobile l’Agenzia delle Entrate non può indicare un generico riferimento a strutture esistenti nella stessa zona, ma deve indicare “quali siano i fabbricati presi a parametro, il loro classamento e quali le caratteristiche analoghe da considerare ai fini del giudizio di similarietà rispetto all’unità immobiliare oggetto di classamento”.  Questa indicazione non può avvenire in un secondo momento, in sede di ricorso giurisdizionale, ma deve essere contestuale al riclassamento.

Viene meno però l’obbligo del contraddittorio preventivo, per cui l’Agenzia non è obbligata a dare comunicazione all’interessato prima di procedere a un accertamento fiscale.

Fondo Atlante, ci saranno effetti positivi sui mutui?

E’ arrivato il giorno del debutto del fondo Atlante – che secondo un accordo siglato con Unicredit scenderà in campo per l’aumento di capitale della Popolare di Vincenza – ma restano ancora non pochi dubbi sulla sua effettiva efficacia. Ancora tutti da verificare, ad esempio, i possibili effetti positivi sul mercato dei mutui, così come sottolineaRoberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline. 

A giudicare dalle reazioni della prima giornata di Borsa dopo l’annuncio del varo del Fondo Atlante, il sistema bancario che protegge se stesso (per la seconda volta in pochi mesi, dopo il fondo interbancario varato sotto la regia del governo in occasione del decreto cosiddetto “salva banche”) non piace granché ai traders.

Vero è che, nella giornata successiva, l’andamento si è invertito. Insomma, in attesa che agli annunci segua l’operatività, le idee non sono ancora ben chiare. Anche secondo Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline, è troppo presto per poterne valutare davvero i possibili effetti.

Per quanto l’operazione abbia le sue ragioni, nel tentare di evitare l’oscuro destino del bail in agli istituti più deboli del sistema nazionale, se ne possono agevolmente comprendere i motivi. Il giorno dopo la dichiarazione, è stato un fiorire di dichiarazioni di intenti di partecipare, con sparute eccezioni.

Da un lato può colpire la solidarietà sbandierata all’interno del comparto (certamente interessata), ma dall’altro non è senza fondamento l’ipotesi che la mossa potrebbe ritorcersi contro chi si appresta a compierla, ottenendo un effetto opposto a quello che si vorrebbe raggiungere, portando il contagio delle sofferenze negli istituti più solidi.

Atlante, infatti, col 70% della sua dotazione (da 5 miliardi, innalzabili fino a 6), dovrà farsi carico dell’intero inoptato degli aumenti di capitale delle banche in difficoltà. Con il restante 30% dovrà acquistare, a valori assai più alti rispetto a quelli di mercato, i cosiddetti “non performing loan” ovvero le sofferenze che ci sono nei portafogli bancari.

Dovrebbe essere destinato alle sofferenze di minore qualità, ma “a seconda dei parametri che si utilizzeranno per determinare il loro valore e la leva finanziaria applicabile lo sgravio reale di tale peso potrebbe variare di parecchio, e con esso i maggiori o minori effetti sull’operatività bancaria“ afferma Anedda.

L’effetto sul mercato dei mutui

Complicato anche dire se potrà favorire anche il mercato dei mutui,visto soprattutto che il grosso delle sofferenze bancarie è  legato al credito alle imprese, settore che molto più di altri soffre da anni di un volume insufficiente di erogazioni. È lì che si dovrebbe concentrare (se ci sarà) un effetto espansivo.

Per quanto concerne il credito ipotecario alle famiglie “il mercato – sostiene Anedda – già adesso permette a chi voglia comprare casa di accedere con sufficiente facilità a un buon numero di offerte di mutuo convenienti, e il limite a una maggiore accelerazione sembra essere piùlegato alla cautela da parte di molte famiglie prima di impegnarsi nell’acquisto di un immobile in uno scenario economico generale ancora incerto come quello attuale”.

Se altre banche riuscissero, grazie al fondo, a tornare più competitive nella loro offerta, questo potrebbe non significare maggior numero di erogazioni, ma ulteriore concorrenza su quelle esistenti.

I soci principali

Unicredit e Intesa saranno i soci principali, con un miliardo di investimento a testa. E, non a caso, i due colossi sono stati assai penalizzati a Piazza Affari il 12 aprile (-5,15% e -4,11% rispettivamente). Indiscrezioni tra gli operatori riferiscono che obiettivo del fondo sarà conseguire un rendimento del 6%, decisamente eccezionale per le condizioni di mercato, ma nulla toglie dalla testa di molti trader che i due colossi abbiano tutto da perdere, in un’operazione nella quale rischiano di farsi carico di titoli e crediti indigeribili.

Dato il minimo coinvolgimento pubblico (una quota non troppo cospicua sarà presa da Cassa depositi e prestiti), il via libera delle autorità europeenon dovrebbe essere in discussione. Cosa che, invece, fa nel merito della sua utilità il Wall Street Journal, per il quale “il peggior problema per i creditori italiani è sempre stato quello di mettere le mani  su quanto ricevuto in garanzia. Un processo per bancarotta in Italia dura più di 7 anni in media, contro i 2-3 in Europa”. Dunque “è importante che il governo mantenga l’impegno di prendere provvedimenti” per ridurre questo gap.

La nascita di Atlante è stata salutata come fatto positivo dalla segretariagenerale della Cisl Annamaria Furlan e dal segretario generale della First Cisl, Giulio Romani affermando che “ ostacolerà il tentativo, già in corso, di qualcuno di appropriarsi delle banche italiane senza, di fatto, pagare nulla, ma limitandosi a sostenere l’acquisto, attraverso facili utili sulla gestione dei crediti acquistati a prezzi di saldo”.

Nuove regole sui mutui, le banche potrebbero concedere più dell’80% del valore dell’immobile

Gli indici Irs ed Euribor hanno raggiunto il minimo storico tanto da spingere verso il basso gli spread applicati ai mutui. Ma la situazione potrebbe ulteriormente migliorare con l’approvazione della Direttiva Europea 2014/17/UE. Le nuove forme contrattuali ridurrebbero il rischio per l’istituto erogante, portando alla concessione di un loan to value superiore all’80%.

Con l’ultimo round di tagli dello spread degli scorsi due mesi, la sensazione è quella che si sia raggiunto un punto di “fine corsa” per ulteriori ribassi per la prima metà dell’anno. E’ stata anche superata la soglia “psicologica” dello spread inferiore all’1% sui mutui a tasso variabile e durata 20 anni con percentuale di intervento sotto al 50%, con una offerta di spread pari allo 0,99%.

Le banche considerano anche il fatto che gli indici di riferimento IRS per i tassi fissi e Euribor per i tassi variabili sono ai minimi storici di sempre, per cui i tassi finiti – dati dalla somma degli indici di riferimento e dello spread, il ricarico della banca – sono particolarmente positivi per il cliente finale. E se il mercato dei tassi aiuta, la banca – per così dire – non si sente “sotto pressione” e taglia ulteriormente gli spread, offrendo finanziamenti particolarmente competitivi. Nel caso di ulteriori tagli a breve, l’aspettativa è quella di nuove riduzioni al ribasso di 5-15 punti base.

La nuova direttiva sui mutui

Lo scenario potrebbe sensibilmente cambiare se entrasse in vigore il decreto legislativo 256 – che recepisce la Direttiva Europea 2014/17/UEriguardante i contratti del credito, la cosiddetta Mortgage Credit Directive: nuove forme contrattuali di mutuo permetterebbero di ridurre il rischio di credito per l’istituto erogante, portando a uno spread ulteriormente scontato.

Alcune banche, non potendo più contare, a breve, su ulteriori margini di manovra per nuove riduzioni di spread, stanno cercando di differenziarsi creando processi più efficienti di approvazione in filiale, lanciando offerte speciali dedicate a ristrette aree geografiche e ideando promozioni una tantum molto favorevoli per il mutuatario.

Si è appena conclusa la promozione di Deutsche Bank che per tutte le richieste di mutuo acquisto casa o ristrutturazione omaggiava il cliente delle spese notarili sino ad un massimo di 2000 euro. Un’altra importante banca nazionale sta invece lavorando ad un processo rapido di pre-approvazione della richiesta di mutuo in pochi giorni in filiale, rinviando le analisi sull’immobile a fine processo istruttorio. Da ultimo, altra rilevante banca ha attivato delle offerte dedicate ai potenziali mutuatari con residenza in alcune province strategiche per l’istituto di credito, senza allargare il taglio prezzi all’intera rete a livello nazionale.

Sta iniziando probabilmente un nuovo periodo per l’offerta di mercato, in cui per gli istituti di credito diventerà cruciale sapersi distinguere con leve differenti da quella del prezzo, pensando per così dire “out of the box” e ricorrendo a soluzioni innovative che possono riguardare le iniziative pubblicitarie e promozionali, i canali distributivi, i processi istruttori e il livello di servizio complessivo.

Al momento, la maggior parte delle offerte bancarie arriva a finanziare l’80% del valore dell’immobile acquistato, ma questa percentuale può non essere sufficiente al futuro mutuatario, specialmente se all’inizio della carriera lavorativa e senza risparmi. Per ora l’eccezione è Intesa Sanpaolo, che offre la possibilità ai giovani fino a 35 anni non compiuti di stipulare mutui acquisto a copertura totale della spesa, purché abbiano un impiego, anche atipico, da almeno sei mesi e abbiano lavorato almeno 18 mesi nei due anni precedenti la richiesta.  Il ritorno in positivo dei prezzi degli immobili potrebbe indurre anche altre banche a garantire percentuali più alte arrivando al 90 – 95%. 

Mutui, Bankitalia: “Calano i tassi. A febbraio sono scesi al 2,76%”

I tassi sui mutui casa continuano la loro discesa. Secondo quanto emerge dal Supplemento al Bollettino statistico “Moneta e banche” della Banca d’Italia, a febbraio i tassi d’interesse sui finanziamenti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono scesi al 2,76% dal 2,85% di gennaio.

Se da un lato dunque calano i tassi sui mutui casa, dall’altro sono invece in crescita i tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo, saliti all’8,52% dall’8,50% di gennaio.

I tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono diminuiti al 2,73% (2,78% a gennaio) e quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,10% dall’1,55% di gennaio. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,49 per cento.

A febbraio sono poi tornati a crescere i prestiti delle banche. In particolare, i prestiti alle famiglie sono cresciuti dell’1% sui dodici mesi (0,8%).

Rallenta poi la corsa delle sofferenze delle banche italiane. Nel dettaglio, è vero che le sofferenze mostrano un nuovo incremento su base annua, ma l’aumento (+4,7%) è stato comunque inferiore a quello di gennaio (+9%). Lo stock di crediti inesigibili, inoltre, è tornato dopo tre mesi sotto la soglia dei 200 miliardi di euro, piazzandosi a febbraio a 196 miliardi (dai 202 miliardi di gennaio, 200 di dicembre e 201 di novembre).

Come effettuare la detrazione della provvigione pagata all’agenzia immobiliare

Le detrazioni fiscali della dichiarazione dei redditi comprendono anche le provvigioni pagate alle agenzie immobiliari. Vediamo come e in quale percentuale è possibile detrarre le spese sostenute per l’intermediazione immobiliare dal 730 o dal modello Unico

I compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l’acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale sono detraibili nella misura del 19%, su un importo massimo di 1000 euro. Si può usufruire della detrazione se l’acquisto dell’immobile è effettivamente concluso. In caso di stipula del contratto preliminare, per poter usufruire della detrazione è necessario aver regolarmente registrato il compromesso

Se l’unità immobiliare è acquistata da più persone, la detrazione, nel limite di 1000 euro, va ripartita tra i comproprietari in base alla percentuale di proprietà. Il beneficio, pertanto, può essere attribuito al proprietario dell’immobile, in percentuale, qualora la fattura risulti intestata almeno a uno dei proprietari. Nell’ipotesi di

  • Fattura intestata a un solo proprietario, ma immobile in comproprietà, al fine di consentire la detrazione pro-quota anche al comproprietario che non è indicato nella fattura, sarà necessario integrare il documento annotandovi i dati di quest’ultimo
  • Immobile intestato a un solo proprietario, ma fattura cointestata al proprietario e a un’altra persona, al fine di consentire la detrazione dell’intero importo all’unico proprietario sarà necessario integrare la fattura, annotando che l’onere per l’intermediazione è stato sostenuto interamente da quest’ultimo
  • Fattura intestata esclusivametne a una persona che non sia prorietaria dell’immobile, le spese per l’intermediazione non potranno essere detratte neanche dal propriatario

Requisiti agenti immobiliari
Per poter usufruire delle detrazioni gli immobiliari devono essere iscritti come agenti immobiliari in base alla legge n 39 del 1989 che ne disciplina anche le modalità e funzioni

Fondo garanzia mutui per le giovani coppie, ma le banche aderenti lo offrono davvero?

Il fondo mutui per le giovani coppie fornisce una garanzia statale agli under 35 che vogliono comprare casa e hanno un contratto di lavoro precario. Eppure nonostante la tutela dello Stato, sono ben pochi gli istituti che lo offrono ai propri clienti. Secondo un’inchiesta di Altroconsumo, condotta su 61 agenzie, infatti, la maggior parte ignora l’esistenza di questo fondo, mentre il resto lo concede solo a particolari condizioni.

Cos’è il fondo di garanzia prima casa

Il Fondo di garanzia prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari erogati per l’acquisto, o la ristrutturazione per l’accrescimento dell’efficienza energetica, degli immobili adibiti a prima casa, con priorità di accesso per le giovani coppie o ai nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori, nonché di giovani con contratti di lavoro atipico con età inferiore a 35 anni.

L’indagine di Altroconsumo

Nell’inchiesta due membri dell’associazione dei consumatori, si sono finti una coppia under 35 con un lavoro precario e si sono recati in 61agenzie bancarie a Milano, Bologna, Napoli e Bari per richiedere un mutuo. I risultati sono stati poco confortanti.

  • la maggior parte degli istituti ignorava l’esistenza del Fondo, nonostante le banche si fossero impegnate con il ministero del Tesoro
  • in 9 casi è stato richiesto una garanzia di un terzo, cioè la fideiussione di un parente o di co-obbligato, questo nonostante il regolamento del fondo escludesse garanzie aggiuntive oltre a quelle dello Stato.
  • Sul fronte del Taeg, è stato offerto un valore superiore l massimo stabilito dal fondo, ovvero 3,6% per i mutui a tasso fisso e 2,83% per quelli a tasso variabile
  • nel 52% dei casi è stata richiesta come condizione l’apertura di un conto corrente
  • nel 30% l’offerta è stata vincolata all’acquisto di una polizza vita Cpi (Creditor protection insurance)
  • 60 istituti su 61 hanno proposto la polizza casa venduta dalla banca stessa a copertura dell’immobile ipotecato

La conclusione di Altroconsumo è che, ben lungi, dal rispettare delle regole da loro sottoscritte, le banche offrono il fondo di garanzia solo per dare prestiti a tassi di mercato, ovvero senza perderci nulla, lasciando tutto il rischio allo Stato.

Come detrarre l’affitto di casa dal modello 730

E’ iniziato il conto alla rovescia per la dichiarazione dei redditi. Che si utilizzi il modello precompilato (disponibile a partire dal 15 aprile) o no, è importante conoscere le spese che è possibile portare in detrazione e/o in deduzione. Tra le prime vi sono quelle sostenute per l’affitto di una casa adibita ad abitazione principale. I requisiti e le soglie cambiano a seconda dei casi

I contribuenti possono indicare le spese da portare in detrazione nel rigo E71-E72 del Modello 730/2016, dove, in primis, sarà necessario inserire i dati della locazione, degli inquilini e la tipologia contrattuale. Per quanto riguarda l’importo delle spese detraibil

Inquilini a basso redditto
Detrazione irpef di 300 euro per redditi non superiori a 15.493, 71 euro
Detrazione irpef di 150 euro per redditi superiori a 15.493, 71 euro, ma inferiori a 30.987,41 euro
Lavoratore dipendente che trasferirsce la sua residenza per motivi di lavoro
Detrazione di 991,60 per redditi inferiori a 15.493, 71 euro
Detrazione di 495, 80 euro per redditi superiori a 15.493, 71 euro, ma inferiori a 30.987,41 euro
Giovani tra 20 e 30 anni
Detrazione di 961,60 euro per redditit complessivi fino a 14,493, 70 euro
Inquilini di alloggi sociali (per il periodo d’imposta dal 2014 al 2016)
Detrazione pari a 900 euro per redditi complessivi non superiori a 15.493, 71 euro
Detrazione pari a 450 euro per redditi superiori a 15.493, 71 euro, ma non a 30.987,47 euro
Studenti universitari fuori sede
Detrazione irpef del 19% su un importo non superiore a 2.633 euro
Contratti a canone convenzionato
Detrazione di 495,80 euro per redditi non superiori a 15.493,71 euro
Detrazione di 247,90 euro per redditi superiori a 15.493, 71 euro, ma non a 30.987, 41 euro