Perché gli italiani tornano a investire sul mattone

I prezzi quest’anno sono scesi del 2,8% e le banche sono tornate ad aprire i rubinetti. La casa è ancora l’investimento ideale per un terzo degli italiani

 

“La riscossa del mattone!”. Con un punto esclamativo l’ultima relazione dell’Acri, presentata alla 91esima Giornata del Risparmio, che si è tenuta a Roma lo scorso 27 ottobre, sottolineava la ripresa degli investimenti nel settore immobiliare.

Comprare casa è sempre stato il modo più sicuro di impiegare il risparmio per molti italiani. Almeno fino al 2006, quando il mattone rappresentava ancroa l’investimento ideale per il 70% degli italiani.

Passate due crisi, quella del 2008 nata in America e quella del debito europe del 2011, quella percentuale è via via scesa fino ad arrivare al 24% nel 2014.

Quest’anno, invece, è tornata a risalire di cinque punti al 29% e, sottolinea l’Acri, nel Centro e nel Sud Italia il mattone torna ad essere considerato l’investimento più sicuro.

A un mese dalla relazione dell’Acri, un’ulteriore conferma della ripresa degli investimenti nel settore immobiliare arriva dal consueto, e sempre atteso dagli operatori del settore, Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma, quest’anno presentato a Milano in collaborazione con la divisione private banking di Intesa Sanpaolo.

ITALIANI E RISPARMIO: TUTTI I NUMERI DEL 2015

Il sostegno delle banche
“Il mercato immobiliare italiano si è lasciato alle spalle la pesante crisi degli ultimi sette anni” scrive Nomisma.

La risalita, però, “sarà lenta e non priva di insidie” anche perché le condizioni macroeconomiche, fino ad ora favorevoli (i tassi sono al minimo, grazie alla politica monetaria espansiva della Bce), non sono assolutamente sufficienti “per alimentare un percorso di risalita non assistita” secondo il think tank bolognese.

E il sostegno non può che venire dalle banche: per il 75% dellefamiglie italiane l’acquisto di un immobile può concretizzarsi solo ricorrendo a un prestito.

Come ha risposto, dunque, il sistema bancario fino ad oggi all’impennata delle richieste? L’incremento delle erogazioni, per l’istituto bolognese, è risultato “eclatante seppur di gran lunga inferiore rispetto ai dati diffusi anche da autorevoli istituzioni nel corso dell’anno”.

A spingere la richiesta di nuovi mutui nel 2015 (17,3 miliardi erogati nei primi sei mesi, +53% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una stima per la seconda parte dell’anno di 21 miliardi), ricorda Nomisma, sono state anche le surroghe e le sostituzioni.

Assieme sono passate dal 7,5% del totale nel 2014 al 26% quest’anno, “ridimensionando il sostegno netto al settore immobiliare”. La quota di transazioni senza ricorso al credito invece è scesa al di sotto del 45%.

MUTUI, COME SCEGLIERE IL PIU’ CONVENIENTE

Come sarà il 2016
Per il prossimo anno Nomisma prevede che le erogazioni di mutui si attestaranno a oltre 10 miliardi di euro a trimestre per così giungere nel biennio 2017 – 2018 a valori non dissimili a quelli raggiunti nel triennio 2009 – 2011, prima della crisi del debito europeo.

Quanto all’offerta, l’istituo bolognese segnala una crescita del settore residenziale nei semicentri e nelle periferie, mentre nei centri storici e nelle zone di pregio cresce la quota di giudizi di aumento delle intenzioni di acquisto dell’abitazione.

Il 2015 dovrebbe chiudersi con i prezzi delle case in calo del 2,8% portando le compravendite a 442.546.

Il prossimo anno si dovrebbe registrare una lieve ripresa delle quotazioni (+0,1%), mentre per vedere una vera ripresa del mercato immobiliare bisognerà aspettare il 2017 quando le compravendite supereranno quota 500.000.

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