Come presentare il proprio appartamento prima di metterlo in vendita

Curare la presentazione della casa che si è messa in vendita è importante. Pulire, ordinare, cambiare l’arredamento, eliminare gli oggetti personali sono tutte azioni che daranno un altro aspetto all’abitazione. In altre parole: bisogna presentare l’appartamento come se fosse la nuova collezione in un negozio di abbigliamento.

Se infatti ci sono persone che riescono a vedere le potenzialità di un immobile, la maggior parte preferisce entrare in una casa ordinata e ben presentata. In questo modo diventa più facile immaginare come potrebbe essere abitarci.

I professionisti dell’Home Staging possono aiutare il proprietario di un immobile in vendita a presentare la casa nel miglior modo possibile. Affiancando il prima e il dopo, ecco alcuni esempi di come è possibile migliorare un’abitazione.

Lumina Home Staging
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Quali sono le spese legate all’acquisto della prima casa

Noi italiani, si sa, abbiamo sempre amato abitare in una casa di proprietà piuttosto che in affitto e, nonostante la crisi abbia frenato la corsa al mattone, comprare la prima abitazione è ancora un traguardo ambito da molti. Se state risparmiando per acquistare la vostra prima casa, oltre al prezzo pensate a queste domande: quali spese dovrò sostenere? Potrò usufruire delle agevolazioni prima casa? Vediamo insieme sei spese, e le eventuali agevolazioni, con cui fare i conti in occasione dell’acquisto della vostra prima casa.

Recupero di un edificio storico a Patù

Spese di accensione del mutuo. Se pensate di accendere un mutuo dovrete pagare gli interessi alla banca: molte banche agevolano l’acquisto della prima casa concedendo tassi inferiori a quelli per le seconde case e coprono solitamente fino all’80% del valore dell’immobile. Oltre al tasso applicato ci sono però da considerare le spese di accensione del mutuo: la polizza incendio e scoppio, la polizza vita, la perizia bancaria e gli interessi di preammortamento tecnico.

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Gli interessi di preammortamento tecnico sono i più insidiosi perché meno conosciuti e potenzialmente molto onerosi; consistono negli interessi da corrispondere alla banca nel periodo compreso tra la data del rogito e la data di avvio del piano di ammortamento. Alcune banche offrono maggiore flessibilità riguardo alla data di avvio del mutuo: coordinare le possibilità offerte dal finanziatore con la data del rogito permette di minimizzare o azzerare questo costo che spesso rimane nascosto tra le righe.

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L’agenzia immobiliare. Se per l’acquisto della vostra casa vi siete rivolti ad un intermediario, di solito un’agenzia immobiliare, dovrete corrispondergli una parcella che oscilla in genere tra il 2% e il 4% del valore dell’immobile. Attenzione però che non tutte le agenzie immobiliari sono uguali: alcune vi seguiranno con pazienza e professionalità anche fino all’atto mentre altre vi metteranno fretta per concludere l’affare e sparire subito dopo la firma del compromesso. È importante scegliere l’agenzia con cura e leggere attentamente le condizioni contrattuali contenute nella proposta di acquisito prima di firmarla e riconsegnarla all’intermediario.

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La parcella notarile. Al momento del rogito dovrete corrispondere la parcella professionale al notaio, di solito si tratta di un onorario che va dal 2% al 4% del valore di acquisto; è bene ricordare che non essendoci più i minimi tariffari potete chiedere più preventivi e rivolgervi al notaio più conveniente. Oltre alla parcella saranno da versare al momento dell’atto di compravendita, come vediamo nel seguito, anche le imposte di registro o l’IVA e le imposte catastali e ipotecarie.

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Le imposte al rogito. Se la casa che state acquistando non è un immobile di lusso e il venditore è un privato, sono previste agevolazioni particolari per la vostra prima casa: l’imposta di registro è al 2% con un minimo di 1.000 €, mentre le tasse ipotecarie e catastali sono pari a 50 € ciascuna. Se il venditore è invece un’impresa che ha ultimato i lavori di costruzione o ristrutturazione dell’immobile che acquistate da meno di 5 anni, è obbligatorio pagare l’IVA al posto dell’imposta di registro. Anche in questo caso sono previste agevolazioni per l’acquisto prima casa: l’IVA è agevolata al 4% e le imposte catastali ed ipotecarie sono pari a 200 € ciascuna. Attenzione: anche passati i 5 anni dalla fine dei lavori l’impresa venditrice ha la possibilità di scegliere di assoggettare la vendita all’IVA; informatevi quindi prima del rogito per non avere sorprese.

La relazione tecnica notarile La maggior parte dei notai richiede, prima della stipula dell’atto, la relazione di un tecnico che descriva la casa e le pratiche edilizie che nel tempo si sono susseguite per la costruzione, la ristrutturazione e l’eventuale condono dell’edificio. Attenzione: la parcella del tecnico è solitamente a carico di chi acquista l’immobile e costa qualche centinaio di euro.

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Le tasse dopo l’acquisto. A decorrere dal 1 gennaio 2016, con la Legge di Stabilità 2016, sono state azzerate le tasse IMU e TASI dovute per il mantenimento della prima casa dove vivete abitualmente a patto che l’abitazione non siano di lusso. Per sapere se la vostra residenza rientra tra quelle di lusso basta verificare la visura catastale: la vostra casa non deve essere classificata nelle categorie A1, A8 o A9.

La giungla in cucina

In sintesi. Nel budget per l’acquisto della vostra prima casa dovete considerare, oltre al prezzo e al mutuo, una serie di spese con un valore compreso tra 8% e il 10% del valore dell’abitazione. Per comprare con tranquillità la vostra prima casa informatevi, fatevi aiutare da un tecnico di fiducia e non dimenticate che sono a carico del venditore le spese per l’Attestato di Prestazione Energetica ed il Certificato di Abitabilità.

A due velocità il mattone residenziale: bene le compravendite, ma permessi di costruire inferiori al 1936

L’Ance certifica le due velocità del mattone residenziale: se da un lato aumentano in maniera considerevole le compravendite nel secondo trimestre dell’anno, è ancora un periodo no per i permessi di costruire delle nuove abitazioni, che toccano livelli inferiori al 1936.

Secondo il report pubblicato dal Centro Studi dell’Ance, i dati sull’attività di edilizia residenziale pubblicati recentemente dall’Istat continuano ad essere negativi: nel 2014, il numero di permessi, Scia e Dia ritirati per la costruzione di nuove abitazioni e ampliamenti è risultato pari a 53.791, registrando un ulteriore calo dell’11,8% su base annua.

Per l’anno 2015, l’Ance stima in 47.500 le abitazioni concesse, che, se confrontate col picco del 2005 (305.706), evidenziano una caduta dell’84,5%. Si tratta di uno dei livelli più bassi mai raggiunti, inferiore, escludendo gli anni del secondo conflitto mondiale, al 1936, anno nel quale l’Istat indicava un numero di abitazioni progettate di 58.668.

I dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate sul numero di compravendite residenziali, relativi al secondo trimestre 2016, mostrano un significativo incremento del 22,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato rilevato consolida il risultato positivo dei primi tre mesi dell’anno (+20,6%). Complessivamente nel primo semestre 2016, il numero di abitazioni compravendute è aumentato del 21,9% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Brad Pitt e Angelina Jolie divorzio: il patrimonio immobiliare che dovranno dividersi

Brad Pitt e Angelina Jolie divorziano. Si dice che sarà una delle separazioni più costose di Hollywood. Si parla di oltre 300 milioni di euro di patrimonio in comune, tra cui diverse proprietà sparse per il mondo. I “Brangelina” – così la coppia è conosciuta negli Stati Uniti – possiedono un portafoglio immobiliare costituito da almeno otto proprietà: dalla casa di Los Angeles al castello in Francia, passando per la tradizionale abitazione in Cambogia.

Ecco il patrimonio immobiliare di circa 100 milioni di euro che Brad Pitt e Angelina Jolie dovranno dividersi:

Compravendite e prezzi delle abitazioni: un’analisi comparata dal 2004 ad oggi

Nella nota Omi relativa al II trimestre del 2016, che ha certificato un importante balzo in avanti per il mercato residenziale, l’Agenzia delle Entrate ha effettuato un’analisi comparata degli andamenti dei volumi delle compravendite di abitazioni e dei relativi prezzi di scambi.

L’analisi è stata realizzata, elaborando gli indici semestrali del NTN e dei prezzi delle abitazioni. Quest’ultimo è stato ricostruito sulla base delle quotazioni OMI2 , fino al 1° semestre 2010, e, dopo tale semestre, utilizzando l’indice IPAB dell’ISTAT

Il grafico mostra, per ogni semestre dal 2004, gli andamenti e le relative variazioni degli indici delle compravendite e dei prezzi delle abitazioni, evidenziando nell’ultimodecennio diverse fasi caratterizzate da alterne vicende di scambi e prezzi. Fino al 2005, e, come è noto, dagli inizi degli anni 2000, i tassi di variazione hanno mostrato crescita di analoga intensità per compravendite e prezzi.

  • Dal 2006 i volumi delle compravendite di abitazioni subiscono una decisa flessione mentre i prezzi proseguono al rialzo, anche se con tassi in rallentamento, fino al 2008.
  • Nel 2009, mentre le compravendite alternano semestri di perdita a lievi rialzi, i prezzi si attestano su valori stazionari.
  • Nel 1° semestre 2012, una forte contrazione delle compravendite, che riduce gli scambi di quasi un quarto rispetto al 2011, si riflette sui prezzi con un primo segno più deciso al ribasso.
  • Seguono semestri negativi sia per le compravendite sia per i prezzi fino al 2014, anno in cui solo gli scambi di abitazioni tornano a risalire.
  • Nel 2015 il balzo delle compravendite del secondo semestre si riflette sul livello prezzi che, dopo sette semestri di ininterrotta flessione, rimane sostanzialmente stabile, 0,3%.
  • Nel primo semestre del 2016 a fronte di un rialzo deciso delle compravendite di abitazioni i prezzi hanno subito nuovamente un calo che raggiunge quasi il punto percentuale.

Nella nota Omi relativa al II trimestre del 2016, che ha certificato un importante balzo in avanti per il mercato residenziale, l’Agenzia delle Entrate ha effettuato un’analisi comparata degli andamenti dei volumi delle compravendite di abitazioni e dei relativi prezzi di scambi.

L’analisi è stata realizzata, elaborando gli indici semestrali del NTN e dei prezzi delle abitazioni. Quest’ultimo è stato ricostruito sulla base delle quotazioni OMI2 , fino al 1° semestre 2010, e, dopo tale semestre, utilizzando l’indice IPAB dell’ISTAT

Il grafico mostra, per ogni semestre dal 2004, gli andamenti e le relative variazioni degli indici delle compravendite e dei prezzi delle abitazioni, evidenziando nell’ultimodecennio diverse fasi caratterizzate da alterne vicende di scambi e prezzi. Fino al 2005, e, come è noto, dagli inizi degli anni 2000, i tassi di variazione hanno mostrato crescita di analoga intensità per compravendite e prezzi.

  • Dal 2006 i volumi delle compravendite di abitazioni subiscono una decisa flessione mentre i prezzi proseguono al rialzo, anche se con tassi in rallentamento, fino al 2008.
  • Nel 2009, mentre le compravendite alternano semestri di perdita a lievi rialzi, i prezzi si attestano su valori stazionari.
  • Nel 1° semestre 2012, una forte contrazione delle compravendite, che riduce gli scambi di quasi un quarto rispetto al 2011, si riflette sui prezzi con un primo segno più deciso al ribasso.
  • Seguono semestri negativi sia per le compravendite sia per i prezzi fino al 2014, anno in cui solo gli scambi di abitazioni tornano a risalire.
  • Nel 2015 il balzo delle compravendite del secondo semestre si riflette sul livello prezzi che, dopo sette semestri di ininterrotta flessione, rimane sostanzialmente stabile, 0,3%.
  • Nel primo semestre del 2016 a fronte di un rialzo deciso delle compravendite di abitazioni i prezzi hanno subito nuovamente un calo che raggiunge quasi il punto percentuale.

La nuova casa a Los Angeles dell’autrice di “50 sfumature di grigio” (Fotogallery)

 

Emulando il protagonista miliardario delle sue avventure letterarie, la scrittrice E. L. James, famosa per la trilogia “50 Shades of Grey”, ha acquistato una casa a tre piani e oltre 520 m2, per la quale ha pagato 7,25 milioni di dollari, circa 6,4 milioni di euro.

L’immobile dispone di cinque camere da letto, sette bagni e una vista spettacolare sulla città di Los Angeles. I pavimenti in pietra e legno sono impreziositi dalla presenza di grandi finestre. Nel salone ci sono un bar e un camino, in puro stile Christian Grey. Il terreno circostante ha una superficie di 1.765 m2.

Standard&Poor’s: In Italia prezzi delle case fermi fino al 2017-2018

Nessuna novità dal fronte dei prezzi delle case in Italia, che rimarrano invariati rispetto a un anno prima, almeno fino al 2017-2018. E’ quanto prevede Standard & Poor’s, che segnala come la variazione positiva nel prossimo biennio sarà limitata all’1%.

Buon momento per il real estate dell’Eurozona, nonostante le incertezze del post Brexit.Secondo S&P il Gdp dell’Eurozona crescerà dell’1,7% e la politica monetaria della Bce spingerà il settore immobiliare.  Nello specifico a registrare una discesa saranno solo i valori delle case in Gran Bretagna, in calo del 2% il prossimo anno.

In Germania i prezzi delle case registreranno una crescita del 7% quest’anno, del 6% nel 107 e del 4% nel 2018. Valori su del 4% in Spagna, dove il mercato è sostenuto dalla ripresa economica, la discesa della disoccupazione e il forte interesse da parte dei compratori esteri. La ripresa economica spinge anche i prezzi delle case in Portogallo, anche se l’alta disoccupazione e i crediti in sofferenza frenano il settore.

Buona crescita del mercato in Irlanda, con prezzi in salita del 6%, mentre in Francia ci sarà una crescita del 2% tanto quest’anno che l’anno prossimo. In Svizzera i prezzi cresceranno dell1% quest’anno, rimarranno stabili il prossimo anno per poi tornare a crescere nel 2018.

La reazione della Fiaip

A commentare il report di Standard & Poor’s è stata la Fiaip. “Gli economisti americani fotografano, per il nostro Paese, una crescita  zero dei prezzi degli immobili per il 2016, con un possibile aumento massimo dell’1% solo per il 2017 e 2018. Il nodo dell’immobiliare rimane irrisolto per l’Italia. La crescita economica dell’Europa frena nel secondo trimestre e i recenti lievi segnali di miglioramento dell’immobiliare italiano sono solo la ripetizione di quanto accaduto nel 2015 e non si riflettono sui prezzi e sulla reddittività degli investimenti”.

Da anni diciamo che per far ripartire il mercato immobiliare è necessario allentare la pressione fiscale sugli immobili, in modo da restituire un ritorno economico sugli investimenti”.

Case: cresce l’interesse, prezzi verso la stabilizzazione. Ad agosto -0,4%

Prosegue il trend negativo del prezzo delle abitazioni in Italia, che ad agosto fa segnare un calo dello 0,4%, a una media di 1.931 euro/m². Prezzi in diminuzione del 3.4% su base annua, secondo l’indice mensile dell’ufficio studi idealista.

Secondo Vincenzo De Tommaso: “per quanto ci sia un incremento delle richieste, quasi triplicate sul nostro portale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, si assiste a una ulteriore flessione dei prezzi, anche se a ritmo decelerato rispetto a luglio, quando si era registrato un calo dell’1,9%. I valori stanno ancora smaltendo le crescite vertiginose del precedente periodo espansivo e fanno fatica a risollevarsi scontando la crescita zero del sistema economico italiano negli ultimi anni”.

Le fluttuazioni dei valori delle case evidenziano maggiore instabilità nei mercati più piccoli, ma si registrano battute d’arresto anche per i grandi mercati. Nonostante ciò la stabilizzazione sembra essere sempre più vicina e il prezzo delle case smetterà di scendere nei prossimi mesi.

Regioni

Case: cresce l’interesse, prezzi verso la stabilizzazione. Ad agosto -0,4%

Il prezzo è aumentato in 8 delle 20 regioni italiane. Il maggior rialzo è quello delTrentino Ato Adige, dove le richieste dei proprietari sono aumentate del 2,6% rispetto a un mese fa. Le altre regioni in terreno positivo registrano rialzi inferiori all’un per cento.Calabria (0,7%) e Molise (0,6%) segnano la performance migliore.  All’opposto, valori in discesa in Valle D’Aosta (-2,4%), Lombardia (-2,2%) e Veneto (-1,7%).

Alla Liguria, con 2.720 euro al metro quadro, spetta il primato dei prezzi regionali, seguita da Lazio (2.549 euro/m²) e Trentino Alto Adige (2.431 euro/m²). La Calabria rimane la più economica con 951 euro al metro quadro, precendo Molise (1.051 euro/m²) eBasilicata (1.174 euro/m²).

Provincia

Case: cresce l’interesse, prezzi verso la stabilizzazione. Ad agosto -0,4%

Agosto vede ancora una prevalenza di segni meno nelle macroaree provinciali (66) sulle aree in terreno positivo (39), altre cinque (5) non hanno subito variazioni; 79 province hanno registrato variazioni marginali, comprese nella forbice  tra il -1% e l’1%, segno di una situazione che va lentamente verso la stabilità; ai due estremi performance positive per Gorizia (3,9%), Trento (2,5%) e Vibo Valentia (2,4%), mentre all’opposto spicca la performance negativa di Como (-7,4%), seguita da Rovigo (-3,5%) e Varese (-3,4%).

Il ranking delle province  più care è guidato da Savona con i suoi 3.319 euro/m², davanti a Bolzano (3.067 euro/m²) e Imperia (2.853 euro/m²). Dall’altro lato della graduatoria troviamo 11 macro aree con prezzi inferiori ai mille euro al metro quadro, le punte più basse si toccano a Biella (766 euro/m²), seguita da Enna (832 euro/m²) e Trapani (832 euro/m²) tra le province più economiche.

Città

Case: cresce l’interesse, prezzi verso la stabilizzazione. Ad agosto -0,4%

Solo 27 centri dei 105 centri monitorati durante il corso del mese di agosto chiudono in saldo positivo; variazioni contenute tra il meno 1 e l’1% per il 69% delle città monitorate; battute d’arresto anche nei grandi mercati – Milano (-2,6%), Napoli (-1,5%) e Roma (-0,7%) –, in frenata dopo aver mostrato segnali di recupero nella prima metà dell’anno

Rieti, con un incremento del 1,3%, guida la graduatoria degli incrementi nei capoluoghi italiani. La seguono Cuneo (1,2%), Fermo (1,1%), Catanzaro (1,1%) e Torino (1%), incrementi modesti nel resto dei centri.

3 centri su 4 evidenziano un trend negativo, con Rovigo (-6,6%), Como (-5,4%), Lecce (-3,2%) a a evidenziare gli andamenti peggiori a livello nazionale.

La classifica delle città più care d’Italia vede sempre Venezia (4.409 euro/m²) davanti a Milano (3.367 euro/m²) e Roma (3.332 euro/m²). ²). Nella parte opposta della tavola, Biella resta la la città comprare costano meno, solo 776 euro/m².