Dl salva banche, emendamento per vietare l’attività di intermediazione immobiliare

Crescono le adesioni all’emendamento presentato dal senatore Vincenzo Gibiino, presidente dell’Osservatorio parlamentare del mercato immobiliare, al dl salva banche per proibire agli istituti di credito di esercitare l’attività di intermediazione immobiliare. L’appello a tutte le forze politiche era giunto dalla Fiaip, da tempo impegnata nella lotta contro la concorrenza delle banche.

“Se le banche godono  di aiuti di Stato, devono continuare a fare le banche e non possono mettersi a fare le agenzie immobiliari”, aveva sottolineato Paolo Righi, Presidente Nazionale Fiaip. “Oggi è necessario rafforzare la totale separazione tra il settore del credito e quello immobiliare, anche a fronte del circuito dell’ “erogazione del credito – patto marciano – agenzie immobiliari” e dell’aumento del potere di pressione sui consumatori in ragione dei nuovi vantaggi economici che hanno gli stessi istituti di credito”.

Dopo l’appello della Fiap, il Presidente dell’Osservatorio Parlamentare del Mercato immobiliare, Vincenzo Gibiino e il senatore Antonio D’ali, hanno presentato un emendamento al decreto, ora al vaglio del Senato. A questo si sono aggiunte le adesioni di altri senatori e senatrici.

La proposta della Fiaip é mutuata dall’Omnibus Appropriations Act, firmato nel 2009  dall’ex Presidente Usa Barack Obama che proibisce in modo permanente alle banche di entrare nel settore dell’intermediazione immobiliare per evitare concentrazioni anticoncorrenziali a scapito dei consumatori e per evitare rischi di conflitto di interesse nelle decisioni sui prestiti bancari .

Eurostat: salgono i prezzi delle case nell’Ue, ma l’Italia va controcorrente

Continuano a crescere prezzi delle case in Europa, dove nel terzo trimestre del 2016 si è registrato un aumento del 3,4% nella zona euro e del 4,3% nella Ue. I’Italia è invece in controtendenza: dopo il calo dello 0,8% del secondo trimestre, si attestano ora a -0,9%.

La crescita maggiore si è registrata in Ungheria (11,6%), Lettonia (+10,8%) e Bulgaria (+8,8%). Mentre il calo più significativo, oltre all’italiano, è quello di Cipro (-3,3%). Rispetto al secondo trimestre dell’anno, invece, in Europa si registra un aumento dell’1,3% nell’euro zona e dell’1,5% nell’UE. Gli aumenti maggiori si verifano a Malta (+5,4%), Irlanda (+4,7%), Estonia, Lituania, Ungaria (+3,4%) con il calo più accentuato di Romania (-0,7%)

Mai così conveniente accendere un mutuo: tassi scendono al 2,02, oltre tre punti in meno al 2007

Chi vuol accendere un mutuo puo’ approfittare dei tassi di interesse sui nuovi mutui, che a dicembre hanno nuovamente toccato il minimo storico. Secondo il  bollettino mensile dell’Abi, infatti, a dicembre i tassi sui finanziamenti per l’acquisto di abitazioni si sono attestati al 2,02%. A fine 2007 erano al 5,72%.

Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,02%, nuovo minimo storico (2,05% a novembre 2016 e 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso.

Sulla base degli ultimi dati relativi a novembre 2016, L’ammontare totale dei mutui concessi alle famiglie ha registrato una variazione positiva di +1,7% rispetto a novembre 2015 (quando già si manifestavano segnali di miglioramento).

Sofferenze bancarie in calo

Secondo il rapporto Abi le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni già effettuate dalle banche con proprie risorse) a fine novembre 2016 si collocano a 85,2 miliardi di euro, un valore in ulteriore lieve diminuzione rispetto al dato di ottobre (85,5 miliardi). Si conferma la riduzione di oltre il 4% delle sofferenze nette rispetto al picco di 89 miliardi di fine novembre 2015.

Ecobonus 2017, a cosa serve l’incentivo e come funziona

Nel 2017 l’ecobonus resta al 65%. Si tratta di un incentivo finalizzato alla riqualificazione energetica degli edifici. Dal primo gennaio del 2016 sono comprese nell’incentivo anche le spese per l’acquisto e l’installazione di dispositivi multimediali per il controllo remoto degli impianti di riscaldamento, o produzione di acqua calda e climatizzazione delle unità abitative.

La detrazione fiscale prevista è pari al 65% della spesa sostenuta e, come per gli altri tipi di incentivo, è spalmabile in dieci quote annuali sull’Irpef, in caso di persone fisiche, e sull’Ires, in caso di società.

Le soglie massime dipendono dal tipo di intervento. Quella per la climatizzazione invernale, ad esempio, è di 30mila euro. Quella per l’installazione di pannelli solari arriva a 60mila euro.

Fondi immobiliari Poste, si valuta il rimborso ai risparmiatori

Poste Italiane sotto i riflettori per il caso dei fondi immobiliari. Nel periodo 2002-2005 sono stati collocati presso i risparmiatori quattro fondi immobiliari ora in difficoltà. E si valutano possibili rimborsi.

I quattro fondi in questione sono Invest Real Security, Obelisco, Europa Immobiliare 1, Alpha. I nodi sono venuti al pettine con la scadenza del primo dei quattro fondi, scattata il 31 dicembre 2016. Bisogna valutare, poi, la situazione degli altri tre fondi – Obelisco, Europa Immobiliare 1 e Alpha – che scadono rispettivamente nel 2018, 2017 e 2030.

Come spiegato dalla Repubblica, i fondi immobiliari raccolgono i capitali dai risparmiatori attraverso la vendita di quote e con il ricavato comprano palazzi, che a volte ristrutturano e poi vendono a un prezzo più elevato e a volte rivendono dopo averli messi in affitto. Se le vendite e gli affitti vanno bene, i proventi vengono distribuiti o accumulati per aumentare il valore delle quote; in caso contrario si registrano perdite. Il fondo ha 10 anni di tempo per portare a termine la propria missione, ma in caso di difficoltà la società che li gestisce applica una proroga.

I fondi collocati dalle Poste hanno duramente pagato la crisi del settore e il crollo dei prezzi degli immobili.

A quanto pare, come evidenziato dal Sole 24 Ore, “Poste Italiane ha manifestato la volontà di garantire un ristoro per i sottoscrittori di Investire Real Secutiry, ma anche di altri fondi immobiliari da loro collocati tra il 2000 e 2005 se giungeranno a scadenza con pessime performance”.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’obiettivo è individuare una soluzione nelle prossime due settimane. Venerdì 20 gennaio i circa 14mila risparmiatori che nel 2003 hanno investito complessivamente 141 milioni di euro, sottoscrivendo 56.400 quote (con un taglio di 2.500 euro l’una) del fondo immobiliare Invest Real Security (Irs) potrebbero avere una misura del rimborso a ristoro delle perdite accumulate con la chiusura del fondo.

Vendita infraquinquennale della prima casa, cosa succede alle agevolazioni

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito cosa accade sul fronte delle agevolazioni nel caso in cui si venda un immobile acquistato usufruendo del bonus prima casa prima del decorso di cinque anni dalla data dell’acquisto.

All’interno della rubrica “La Posta” di Fisco Oggi è stato posto il seguente quesito:

Sto per vendere l’appartamento che ho comprato due anni fa usufruendo dei benefici prima casa e non ho intenzione di riacquistarne un altro. Oltre alla differenza d’imposta, dovrò pagare anche una sanzione?

L’Agenzia delle Entrate ha così risposto:

La vendita dell’immobile acquistato usufruendo delle agevolazioni “prima casa” prima del decorso di cinque anni dalla data dell’acquisto comporta la decadenza dal regime di favore fruito. Alla decadenza, consegue l’obbligo per il contribuente di pagare le imposte nella misura ordinaria nonché una sanzione pari al 30%.

La perdita del beneficio non opera qualora il contribuente, entro un anno dall’alienazione, proceda all’acquisto (anche a titolo gratuito) di un altro immobile da adibire a propria abitazione principale (nota II-bis, articolo 1, Tariffa parte I, Dpr 131/1986). Tuttavia, laddove sia ancora pendente il termine di un anno previsto per il nuovo acquisto e il contribuente, anche per motivi personali, si trovi nella condizione di non voler ovvero di non poter procedere all’acquisto di un nuovo immobile, lo stesso può comunicare la propria intenzione all’amministrazione finanziaria.

A tal fine, è necessario presentare un’apposita dichiarazione all’ufficio presso il quale è stato registrato l’atto di vendita dell’immobile acquistato con le agevolazioni. Con tale dichiarazione il contribuente manifesta espressamente la sua intenzione di non voler procedere all’acquisto di un nuovo immobile entro l’anno e richiede contestualmente la riliquidazione delle imposte dovute. Successivamente l’ufficio procede alla notifica dell’avviso di liquidazione dell’imposta dovuta (data dalla differenza tra quanto già pagato in misura agevolata e l’ammontare delle imposte in misura ordinaria) e degli interessi (calcolati a decorrere dalla data di stipula dell’atto di compravendita dell’immobile oggetto di agevolazione), senza applicare la sanzione del 30% (risoluzione 112/E del 27 dicembre 2012).

Al contrario, decorso il termine di un anno dall’alienazione senza che il contribuente abbia proceduto all’acquisto di un nuovo immobile ovvero abbia comunicato al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate l’intenzione di non voler più fruire del trattamento agevolativo, si verifica la decadenza dai benefici “prima casa”. In tale ipotesi, il contribuente potrà comunque accedere, ricorrendone i presupposti, all’istituto del ravvedimento operoso, presentando apposita istanza all’ufficio dell’Agenzia presso il quale è stato registrato l’atto, con la quale dichiarare l’intervenuta decadenza dall’agevolazione e richiedere la riliquidazione dell’imposta e l’applicazione delle sanzioni in misura ridotta (risoluzione 105/E del 31 ottobre 2011).