Prezzi in flessione, tempi di vendita e sconto in diminuzione: così vedono il settore gli agenti immobiliari

Gli agenti immobiliari sono ottimisti sul futuro del mercato immobiliare nazionale, sia nel breve che nel medio termine. La flessione dei prezzi continua, ma in riduzione rispetto al passato, mentre diminuiscono lo sconto sui valori di vendita e il tempo di vendita. Sono questi i risultati del nuovo sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni condotto da Bankitalia e relativo al quarto trimestre del 2016.

Prezzi di vendita

La quota di agenzie che almeno ha venduto un’abitazione è aumentata per il secondo trimestre consecutivo (a 80,6 per cento da 72,9). Gli immobili intermediati sono in prevalenza quelli di metratura fino a 140 mq abitabili o parzialmente da ristrutturare
e con classe energetica bassa (tav. 4), in linea con quanto emerso nell’indagine del gennaio 2016.

Migliorano le condizioni della domanda

Si rafforza il miglioramento delle condizioni della domanda: il saldo tra le percentuali di risposte che indicano aumento e diminuzione del numero di potenziali acquirenti è più che raddoppiato rispetto alla rilevazione precedente (a 12,6 da 4,6 punti percentuali). Il rialzo è risultato più marcato per le aree urbane (a 14,9 da 2,2) e metropolitane (a 14,8 da 0,3).

Si riduce il margine di sconto

Il margine medio di sconto sui prezzi di vendita delle case rispetto alle richieste iniziali del venditore si è ridotto di un punto e mezzo percentuale (a 11,6 da 13,0 per cento), riflettendo in particolare il calo registrato nelle regioni settentrionali; rispetto a un anno fa, la flessione è pari a 2,6 punti. I tempi di vendita si sono ridotti di circa un mese (a 7,7 da 8,9 della precedente rilevazione), senza apprezzabili distinzioni territoriali.

Quota di mutui ipotecari

La quota di acquisti finanziati con mutuo ipotecario è rimasta pressoché stabile, intorno all’80 per cento. Anche il rapporto tra prestito e valore dell’immobile si è attestato su livelli solo di poco superiori a quelli del periodo precedente (75,5 da 74,7 per cento); è aumentato soprattutto nelle aree urbane del Nord Est e del Mezzogiorno.

Il mercato dell’affitto favorevole al Nord Ovest

La quota di operatori che hanno dichiarato di aver locato almeno un immobile è salita a 83,2 da 77,9 per cento. Il mercato  è risultato più favorevole nelle aree urbane e metropolitane del Nord Ovest e del Centro. Il saldo tra le percentuali di risposte di aumento e diminuzione dei canoni di locazione, pur restando negativo, si è ridotto a -12,5 da -14,1 punti percentuali, soprattutto per effetto della diminuzione della quota di agenti che ne ha registrato un calo; è nel contempo aumentata l’incidenza dei giudizi di stabilità.

Le condizioni del mercato di riferimento

É aumentata la quota di agenti che giudicano stabili le condizioni del proprio mercato di riferimento nel breve termine (73,6 da 64,7 per cento), a fronte di una diminuzione sia della quota che si attende condizioni meno favorevoli sia, in maniera più accentuata, di quella che si attende condizioni più vantaggiose (soprattutto nelle aree urbane del Nord Ovest e del Centro).

L’evoluzione del mercato nazionale

Le prospettive sull’evoluzione a breve del mercato immobiliare nazionale sono nettamente migliorate rispetto allo scorso trimestre: lo scostamento tra la quota che attende un miglioramento e quella che prevede un peggioramento è più che raddoppiato (17,0 da 8,1 punti percentuali, riflettendo il maggiore ottimismo degli agenti operanti nelle regioni settentrionali. In un orizzonte di medio termine (due anni), le prospettive di miglioramento continuano a prevalere su quelle di peggioramento.

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