Il Borgo dei Borghi 2017, a vincere è Venzone

Venzone, in provincia di Udine, è stato eletto borgo più bello d’Italia. Il piccolo centro ha infatti vinto la finale del concorso “Il Borgo dei Borghi 2017” della trasmissione televisiva della Rai “Alle falde del Kilimangiaro”.

Venzone è stato premiato, in particolare, per la riuscita ricostruzione dopo il terremoto del 1976 e la presenza di una flora e una fauna particolari. La presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha così commentato la notizia della vittoria: “Il Friuli Venezia Giulia è orgoglioso per questa vittoria di Venzone, che si è aggiudicata la sfida tra i borghi più belli d’Italia. Anch’io ne sono personalmente felice”.

Al secondo posto si è classificato Arquà Petrarca (Veneto) e al terzo Conca dei Marini (Campania).

Di seguito la top ten completa:

  1. Venzone (Friuli Venezia Giulia)
  2. Arquà Petrarca (Veneto)
  3. Conca dei Marini (Campania)
  4. Otranto (Puglia)
  5. Castiglione di Sicilia (Sicilia)
  6. Fiumefreddo (Calabria)
  7. Castelmezzano (Basilicata)
  8. Montecassiano (Marche)
  9. Vastogirardi (Molise)
  10. Castel Gandolfo (Lazio)
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Affitti in nero, la Corte Costituzionale respinge il ricorso dei proprietari

Con la sentenza n. 87/2017 del 13 aprile, la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso dei proprietari contro il comma della legge di Stabilità 2016, secondo il quale per gli inquilini che, tra il 2011 e il 2015, avevano denunciato il loro affitto in nero il canone dovuto era comunque pari a tre volte la rendita catastale.

La lunga battaglia legale

Tutto ha avuto inizio con la legge sulla cedolare secca, con cui era stata introdotta la possibilità per gli inquilini senza regolare contratto d’affitto di denunciare il proprio padrone di casa all’Agenzia delle Entrate ottenendo, in cambio, una riduzione del canone pari a circa l’80% di quanto dovuto.

Con la sentenza 50/2014, era però intervenuta la Corte Costituzionale dichiarando illegittimo l’articolo 3, commi 8 e 9, del decreto legislativo 23/2011, e bocciando, di fatto, le disposizioni secondo le quali gli inquilini potevano registrare di propria iniziativa il contratto d’affitto.

A questo punto era intervenuto il Parlamento introducendo un emendamento nella legge di Stabilità che prevedeva che il canone dovuto fosse pari a tre volte la rendita catastale aggiornata dall’Istat, che corrisponde a quanto già versato dagli affittuari. Contro questo comma i proprietari, attraverso il Tribunale di Roma, avevano fatto ricorso alla Corte Costituzionale. Ma la Corte ha rigettato il ricorso presentato dai proprietari, ritenendo non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 59, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)».

Soddisfazione per la sentenza è stata espressa dal presidente dell’Unione Inquilini, Mario Pasquini: “E’ con soddisfazione che apprendiamo la sentenza della Corte costituzionale che dichiara in maniera inequivocabile che le decine di migliaia di inquilini, sostenuti dall’Unione Inquilini, che avevano tra il 2011 e il 2015 denunciato i canoni neri, devono pagare un canone annuo pari a tre volte la rendita catastale cosi come era previsto dal decreto legislativo 211 del 2011, art, 3 commi 8 e 9, quale indennità di occupazione per alloggi affittati senza contratto registrato”.

“Ora e con più forza l’Unione Inquilini rilancerà la lotta ai canoni neri, tenuto conto che dati della CGIA di Mestre e della Banca d’Italia parlano di almeno 950.000 unità immobiliari affittate a canoni neri, di 5 miliardi di euro non dichiarati e una evasione di 1,5 miliardi di Irpef da parte di proprietari furbini”.

La responsabilità del notaio nella compravendita immobiliare, obblighi e doveri

Nelle compravendite di case l’attività del notaio non si esaurisce solo nella redazione dell’atto pubblico, ma impone l’adempimento di una serie di oneri accessori come ad esempio la valutazione dell’atto di provenienza del bene compravenduto, l’obbligo di effettuare le visure catastali nonché quello di informare il cliente delle conseguenze fiscali che possono derivare dalla vendita dell’immobile.

Gli obblighi gravanti su tale professionista scaturiscono dal contratto di prestazione d’opera professionale che sorge in virtù dall’incarico che riceve dal suo cliente.

Obblighi gravanti sul notaio.  Il notaio incaricato di rogare un contratto di compravendita assume un duplice obbligo:

  1. l’obbligo di informazione, che comporta l’onere di informare le parti di tutte le conseguenze che possono derivare  dalla stipulazione di un atto;
  2. l’obbligo di effettuare gli accertamenti ipocatastali.

Nella prassi si utilizza  il termine visure “ipocastali”, ma è bene precisare che con tale espressione si intende fare riferimento all’obbligo del notaio di effettuare adempimenti diversi fra di loro. Infatti è bene distinguere fra:

a)le visure catastali che si effettuano presso il catasto del Comune in cui si trova l’immobile ed hanno lo scopo di identificare correttamente il bene oggetto dell’atto. Inoltre la pubblicità catastale è mera pubblicità-notizia senza valore probatorio, poiché serve a dare semplice notizia di determinati fatti, ma la sua omissione non influisce né sulla validità né sull’efficacia dei fatti stessi. Va però rammentato che dal 1° luglio 2010 i dati catastali, la loro conformità alle planimetrie e allo stato di fatto assumono rilevanza a pena di nullità dell’atto;

b)le visure ipotecarie che si effettuano, invece, presso la Conservatoria dei Registri immobiliari del luogo ove è sito l’immobile hanno lo scopo di far conoscere l’effettiva titolarità del bene e la sua libertà da vincoli, pesi, iscrizioni e trascrizioni pregiudizievoli.

Tali adempimenti rivestono la massima importanza dato che per il notaio richiesto della preparazione e stesura di un atto pubblico di trasferimento immobiliare, la preventiva verifica della libertà e disponibilità del bene e, più in generale, delle risultanze dei registri immobiliari attraverso la loro visura, costituisce, salvo espressa dispensa per concorde volontà delle parti, un obbligo derivante dall’incarico conferitogli dal cliente e, quindi, fa parte dell’oggetto della prestazione d’opera professionale.

Responsabilità del notaio ed orientamento della giurisprudenza. La giurisprudenza ormai da oltre un decennio ha puntualizzato che la responsabilità gravante sul notaio, nell’esecuzione del contratto di prestazione d’opera professionale, implica che su tale professionista non grava  solo l’obbligo di predisporre un atto che produca gli effetti voluti dalle parti, formalmente e sostanzialmente valido, ma anche quello di osservare l’ obbligo contrattuale di correttezza e di informazione che discende  dall’incarico che egli riceve dal suo cliente che obbliga il professionista ad osservare un comportamento diligente.  (Cass. Civ. sez. III, 28 novembre 2007, n. 24733)

Oltre all’onere di stipulare un atto che persegua l’interesse voluto dalle parti, la giurisprudenza osserva che sul notaio grava anche l’onere di compiere una serie di attività accessorie alla stipula dell’atto che possono consistere nella valutazione della provenienza del bene, nell’ obbligo di effettuare le visure ipocatastali,etc..( Cass. Civ. sez. I, 29 novembre 2007 n. 24939 ed anche Cass. Civ. sez. III, 11 gennaio 2006, n, 264).

Notaio: responsabilità per mancata acquisizione delle visure catastali. Il notaio richiesto della rogazione di un atto di alienazione avente ad oggetto un bene immobile, tra gli oneri accessori indispensabili per il raggiungimento del risultato perseguito dalle parti, ha, di fatto, quello di compiere appunto le visure.

La fonte dell’obbligo gravante sul notaio trae origine:

  1. dal contratto d’opera professionale che impone a tale professionista una particolare diligenza nello svolgimento della sua attività (Cass. civ. Sez. III, 27-11-2012, n. 20991; Cass. civ. Sez. III, 28-09-2012, n. 16549);
  2. nonché dal principio sancito dall’art. 1374 del codice civile rubricato “Integrazione del contratto” così dispone “Il contratto obbliga le parti non solo a quanto è nel medesimo espresso, ma anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo la legge, o, in mancanza, secondo gli usi e l’equità“.

L’inosservanza dell’ obbligo di effettuare le visure catastali fa sorgere in capo al professionista una responsabilità per inadempimento dell’obbligazione di prestazione d’opera intellettuale, obbligandolo al risarcimento degli eventuali danni sopportati dal suo cliente, se non dimostra che il mancato adempimento scaturisce da causa ad egli non imputabile.

La mancata acquisizione delle visure catastali, quindi, obbliga il professionista al risarcimento del danno che il cliente ha sopportato. A tal proposito, è doveroso precisare che il cliente che sostiene di aver subito un danno per la mancata acquisizione delle visure da parte del notaio, dovrà dimostrare e quantificare l’effettivo danno sopportato.

Case, gelata sui prezzi nel primo trimestre 2017 (-1,3%). Scopri il valore nella tua città

Il prezzo delle case di seconda mano in Italia ha registrato un calo dell’1,3% nel corso del primo trimestre dell’anno, toccando i 1.869 euro al metro quadro. Stando all’ultimo indice di idealista, i prezzi dell’usato sono scesi del 5,7% negli ultimi 12 mesi. In pratica ipotizzando un appartamento di 65 metri quadri (lo standard odierno secondo i dati idealista), la perdita stimata per il proprietario sarebbe di circa 5.600 euro da un anno all’altro.

Secondo Vincenzo De Tommaso, dell’ufficio studi di idealista: “La casa è tornata tra gli interessi degli acquirenti, ma la tendenza dei prezzi non s’inverte, con una netta prevalenza di aree in segno negativo, mentre nelle città domanda e prezzi vanno nella stessa direzione solo in zone limitate. Immobili datati ed energivori, tipo anni ’70, non hanno mercato e sui proprietari continuano a pesare gli oneri per mantenere una proprietà immobiliare. Tutti fattori che determinano un’ulteriore spinta al ribasso dei valori”.

I prezzi nelle regioni
Il trend negativo dei valori immobiliari investe tutte le regioni italiane a eccezione di Trentino Alto Adige (2,3%), Molise (1,7%) e Veneto (0,3%). Stabili i prezzi in Campania (1.839 euro/m²), la macroarea più penalizzata è Lombardia (-3,4%), seguita da Sicilia (-2,7%), Lazio (-2,3%) e Toscana (-2,1%).

La Liguria (2.654 euro/m²) si mantiene al top dei prezzi regionali, seguita dalla Valle d’Aosta (2.488 euro/m²), che scalza il Lazio (2.486 euro/m²) dalla seconda piazza. La regione più economica resta la Calabria con 918 euro al metro quadro.

I prezzi nelle province 
I ribassi colpiscono mediamente 3 mercati provinciali su 4, con 82 aree a chiudere il primo trimestre in saldo negativo sulle 107 monitorate. Le aree che hanno sofferto di più sono Verona (-9,7%), Lodi (-8,3%) e Pavia (7,7%), all’opposto gli incrementi maggiori si sono verificati a Trieste (6,7%), Belluno (5,6%) e Ascoli Piceno (5,3%).

Il ranking delle province più care continua a essere guidato da Savona (3.316 euro/m²) e Bolzano (3.130 euro/m²). La graduale flessione dei prezzi porta a 16 (le) aree provinciali dove i prezzi non superano i mille euro al metro quadro – lo scorso trimestre erano 12 -, Biella è ultima in graduatoria con soli 661 euro/m²,  più su  Caltanissetta (808 euro/m²) e Trapani (832 euro/m²).

I prezzi nelle città
79 capoluoghi su 102 monitorati da idealista chiudono il trimestre con il segno meno. Ancora una volta i centri più piccoli segnano le svalutazioni maggiori, sino al -9,6% di Barletta, che precede Frosinone (9,5%) e Fermo (7,7%); cali sopra la media del periodo per altri 51 centri, da Bergano (-7,4%) a Bari (-1,4%); i maggiori recuperi riguardano Trieste (6,7%) e Matera (6%).

A eccezione di Firenze (1,1%) e Bologna (0,5%), tutti i grandi mercati accusano svalutazioni, anche se più contenute rispetto ai centri minori. Falsa partenza a inizio 2017 per Milano (-2,4%), Roma (-1,2%), Napoli (-0,9%), ribassi di maggiore entità solo a Genova con una “limatura” del 4,1%.

Il ranking delle città più care vede svettare Venezia (4.403 euro/m²) su Firenze (3.440 euro/m²) e Bolzano (3.374 euro/m²). Nella parte bassa della tavola stazionano Alessandria (881 euro/m²), Caltanissetta (788 euro/m²) e Biella, la più economica, con 708 euro al metro quadro.

L’indice dei prezzi degli immobili di idealista
Il portale immobiliare idealista è attualmente una delle pagine web più utilizzate in Italia da privati e professionisti immobiliari per la vendita, l’acquisto e l’affitto di immobili. Con una base dati di oltre 1 milione di immobili l’ufficio studi idealista realizza analisi e studi relative al prezzo delle abitazioni nel nostro Paese dal 2007.

Per la realizzazione di quest’indice sono stati analizzati i dati di 388.156 annunci immobiliari pubblicati su idealista tra il 24 dicembre 2016 e il 25 marzo 2017; questi immobili hanno superato il controllo di qualità basato su informazioni come prezzo, dimensione, distribuzione e non duplicazione.

Per permettere una sufficiente standardizzazione dei risultati sono analizzati soltanto i comuni che hanno mantenuto una media costante di 50 o più annunci di case di seconda mano in vendita, nel corso del periodo di studio. I comuni che non hanno raggiunto questa media sono stati esclusi dal campione di analisi, al pari di quelli che hanno registrato una variazione di più del 30% del numero di annunci nel periodo dato.