Euribor, come sta cambiando il tasso di riferimento per i mutui

L’European Money Market Institute (Emmi) è impegnato a offrire ai mercati entro fine anno un nuovo Euribor, il tasso di riferimento per mutui e investimenti. L’obiettivo è renderlo più affidabile e maggiormente agganciato alla realtà.

L’Emmi sta valutando di introdurre uno strumento ibrido, che da una parte abbia come riferimento le transazioni di mercato quando siano appropriate e disponibili e dall’altra permetta l’utilizzo di altri dati quando quelle transazioni non diano quelle garanzie.

L’obiettivo dell’European Money Market Institute è definire entro la fine del 2017 il nuovo Euribor, per renderlo pienamente operativo entro la fine del 2019. Un arco di due anni nel corso dei quali ci sarà una fase sperimentale e un’altra di consultazione per poi avere il via libero definitivo dalle autorità di garanzia competenti e dare alle banche il tempo necessario per adattarsi alla nuova formula.

Con la riforma dell’Euribor, il tasso non verrà più deciso dalla volontà di una cerchia ristretta di banche, ma si baserà su prezzi reali di mercato, cioè sulle transazioni che davvero sono state eseguite, sul denaro dato in prestito a famiglie o ad aziende. Fatto che avrà delle conseguenze sui mutui, ma anche sul mercato dei derivati e sul funzionamento delle tesorerie delle banche.

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