Decreto crescita 2019, novità per l’immobiliare

Dalle imposte sulla casa agli affitti brevi, il dl crescita che ha avuto il via libera dalla Camera contiene importanti misure per il real estate. Vediamo quali sono le principali novità del decreto fiscale 2019 per l’immobiliare e non solo

Conferma opzione della cedolare secca

Cancellata la norma che prevede sanzioni per chi dimentica di confermare l’opzione per la cedolare secca sugli affitti al momento della proroga del contratto.

Codice identificativo affitti brevi  

Ogni struttura destinata alla locazione breve dovrà avere un codice identificativo che dovrà essere usata per “ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza”. Lo stesso codice dovrà essere usato anche dai gestori di portali internet e dagli agenti immobiliari. Sanzioni da 500 a 5mila euro per chi non si adegua.

Comunicazione dati inquilini alle Entrate

I dati sugli inquilini degli affitti brevi comunicati dai locatori alla Polizia di Stato verranno a sua volta comunicati (in forma anonima e aggregata per struttura) all’Agenzia delle Entrate per verificare il pagamento delle imposte. 

Imposte canoni non riscossi

Per i contratti stipulati a partire dal 1º gennaio 2020 il decreto crescita prevede la possibilità di non versare le imposte sui canoni non riscossi se la mancata percezione sia provata da “intimazione di sfratto per morosità o ingiunzione di pagamento”.

Scadenza dichiarazione IMU

 La scadenza per la dichiarazione IMU ora fissata per il 30 giugno viene spostata al 31 dicembre dell’anno successivo a quello cui si riferiscono i dati da comunicare. 

Dichiarazione IMU canone concordato e comodato d’uso

Viene eliminato l’obbligo di dichiarazione IMU per le case concesse in comodato d’uso (rimane l’obbligo di registrazione alle Entrate). Eliminato anche l’obbligo per le case affittate a canone concordato. In questo ultimo caso viene anche elimato l’obbligo di “qualsiasi altro onere di dichiarazione e comunicazione” voluto dai Comuni. Rimane invece l’obbligo di “bollinatura” per i contratti stipulati senza l’assistenza delle associazioni di categoria.

IMU fabbricati rurali strumentali

L’IMU sugli immobili strumentali diventa deducibile dal reddito d’impresa a partire dal 2023. Fino ad allora crescerà la percentuale di deduzione: 50% per l’IMU 2019, 60% per il 2020 e 2021 e 70% nel 2022.

Ecobonus scontato in fattura

Il contribuente che effettua lavori di efficientamento energetico del proprio edificio o di riduzione del rischio sismico ha la possibilità di ricevere invece della detrazione un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispetivo spettante. Il fornitore può recuperare il contributo sotto forma di credito d’imposta o può cedere a sua volta il credito ai propri fornitori di beni e servizi.

Comodato d’uso: cos’è e come si registra

Cosa si intende per comodato d’uso di un immobile, e come si registra il relativo contratto? Vediamolo insieme.

Che cos’è il comodato d’uso

Capita spesso che chi ha un appartamento in più lo conceda ad altri, solitamente parenti o figli con una limitata possibilità economica, perché ci vivano senza pagare nulla. Questo si chiama comodato d’uso, ovvero un contratto con cui una parte, solitamente proprietaria, concede un bene mobile o immobile ad un’altra parte perché la utilizzi a tempo determinato, senza alcun pagamento e con l’obbligo di restituirla. Si tratta quindi sostanzialmente della concessione di uso gratuito di un bene per un certo periodo di tempo, o comunque per il periodo necessario al suo effettivo utilizzo, scaduto il quale la cosa dovrà tornare al comodante.

Il contratto di comodato d’uso

Il comodato d’uso non sempre si stabilisce tramite contratto: un accordo verbale spesso è sufficiente anche se ha per oggetto un bene immobile. In caso ci sia un contratto, la registrazione va fatta all’Agenzia delle Entrate dietro pagamento di un’imposta di registro, in modo da certificare l’inizio del contratto stesso con la data apposta con il timbro. La registrazione va fatta entro venti giorni dalla stipula o dalla data di decorrenza.

Tale registrazione è obbligatoria quando

  • Il contratto di comodato d’uso dell’immobile è stato redatto in forma scritta
  • Il contratto è stato concluso verbalmente ma è citato in un altro documento che va registrato

Per registrare il contratto di comodato d’uso occorrono i seguenti documenti:

  • almeno due copie del contratto di comodato da registrare con firme in originale;
  • il modello 69 (da compilare anche presso l’ufficio dell’agenzia delle Entrate);
  • marca da bollo (oggi assolta utilizzando con contrassegni telematici) da euro 16,00 ogni quattro facciate e, comunque, ogni cento righe;
  • versamento dell’imposta di registro pari ad euro 200,00 tramite modello F23 (codice 109T);
  • fotocopie dei documenti di identità di comodante e comodatario.

Agevolazioni per immobili in comodato d’uso

La registrazione del contratto di comodato d’uso è necessaria anche per usufruire delle agevolazioni fiscali. Per gli immobili concessi in comodato d’uso ai parenti entro il primo grado (figli e e genitori) come abitazione principale, infatti, la base imponibile ai fini del pagamento di Imu e Tasi è ridotta del 50%.

Comodato d’uso: cos’è e come si registra

Cosa si intende per comodato d’uso di un immobile, e come si registra il relativo contratto? Vediamolo insieme.

Che cos’è il comodato d’uso

Capita spesso che chi ha un appartamento in più lo conceda ad altri, solitamente parenti o figli con una limitata possibilità economica, perché ci vivano senza pagare nulla. Questo si chiama comodato d’uso, ovvero un contratto con cui una parte, solitamente proprietaria, concede un bene mobile o immobile ad un’altra parte perché la utilizzi a tempo determinato, senza alcun pagamento e con l’obbligo di restituirla. Si tratta quindi sostanzialmente della concessione di uso gratuito di un bene per un certo periodo di tempo, o comunque per il periodo necessario al suo effettivo utilizzo, scaduto il quale la cosa dovrà tornare al comodante.

Il contratto di comodato d’uso

Il comodato d’uso non sempre si stabilisce tramite contratto: un accordo verbale spesso è sufficiente anche se ha per oggetto un bene immobile. In caso ci sia un contratto, la registrazione va fatta all’Agenzia delle Entrate dietro pagamento di un’imposta di registro, in modo da certificare l’inizio del contratto stesso con la data apposta con il timbro. La registrazione va fatta entro venti giorni dalla stipula o dalla data di decorrenza.

Tale registrazione è obbligatoria quando

  • Il contratto di comodato d’uso dell’immobile è stato redatto in forma scritta
  • Il contratto è stato concluso verbalmente ma è citato in un altro documento che va registrato

Per registrare il contratto di comodato d’uso occorrono i seguenti documenti:

  • almeno due copie del contratto di comodato da registrare con firme in originale;
  • il modello 69 (da compilare anche presso l’ufficio dell’agenzia delle Entrate);
  • marca da bollo (oggi assolta utilizzando con contrassegni telematici) da euro 16,00 ogni quattro facciate e, comunque, ogni cento righe;
  • versamento dell’imposta di registro pari ad euro 200,00 tramite modello F23 (codice 109T);
  • fotocopie dei documenti di identità di comodante e comodatario.

Agevolazioni per immobili in comodato d’uso

La registrazione del contratto di comodato d’uso è necessaria anche per usufruire delle agevolazioni fiscali. Per gli immobili concessi in comodato d’uso ai parenti entro il primo grado (figli e e genitori) come abitazione principale, infatti, la base imponibile ai fini del pagamento di Imu e Tasi è ridotta del 50%.

Decreto crescita 2019, novità per l’immobiliare

Dalle imposte sulla casa agli affitti brevi, il dl crescita che ha avuto il via libera dalla Camera contiene importanti misure per il real estate. Vediamo quali sono le principali novità del decreto fiscale 2019 per l’immobiliare e non solo

Conferma opzione della cedolare secca

Cancellata la norma che prevede sanzioni per chi dimentica di confermare l’opzione per la cedolare secca sugli affitti al momento della proroga del contratto.

Codice identificativo affitti brevi  

Ogni struttura destinata alla locazione breve dovrà avere un codice identificativo che dovrà essere usata per “ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza”. Lo stesso codice dovrà essere usato anche dai gestori di portali internet e dagli agenti immobiliari. Sanzioni da 500 a 5mila euro per chi non si adegua.

Comunicazione dati inquilini alle Entrate

I dati sugli inquilini degli affitti brevi comunicati dai locatori alla Polizia di Stato verranno a sua volta comunicati (in forma anonima e aggregata per struttura) all’Agenzia delle Entrate per verificare il pagamento delle imposte. 

Imposte canoni non riscossi

Per i contratti stipulati a partire dal 1º gennaio 2020 il decreto crescita prevede la possibilità di non versare le imposte sui canoni non riscossi se la mancata percezione sia provata da “intimazione di sfratto per morosità o ingiunzione di pagamento”.

Scadenza dichiarazione IMU

 La scadenza per la dichiarazione IMU ora fissata per il 30 giugno viene spostata al 31 dicembre dell’anno successivo a quello cui si riferiscono i dati da comunicare. 

Dichiarazione IMU canone concordato e comodato d’uso

Viene eliminato l’obbligo di dichiarazione IMU per le case concesse in comodato d’uso (rimane l’obbligo di registrazione alle Entrate). Eliminato anche l’obbligo per le case affittate a canone concordato. In questo ultimo caso viene anche elimato l’obbligo di “qualsiasi altro onere di dichiarazione e comunicazione” voluto dai Comuni. Rimane invece l’obbligo di “bollinatura” per i contratti stipulati senza l’assistenza delle associazioni di categoria.

IMU fabbricati rurali strumentali

L’IMU sugli immobili strumentali diventa deducibile dal reddito d’impresa a partire dal 2023. Fino ad allora crescerà la percentuale di deduzione: 50% per l’IMU 2019, 60% per il 2020 e 2021 e 70% nel 2022.

Ecobonus scontato in fattura

Il contribuente che effettua lavori di efficientamento energetico del proprio edificio o di riduzione del rischio sismico ha la possibilità di ricevere invece della detrazione un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispetivo spettante. Il fornitore può recuperare il contributo sotto forma di credito d’imposta o può cedere a sua volta il credito ai propri fornitori di beni e servizi.

Sconto Imu e Tasi per il canone concordato

I possessori di immobili affittati a canone concordato potranno usufruire di particolari agevolazioni anche per il pagamento della prima rata Imu e Tasi del 17 giugno 2019. Vediamo quali sono.

Oltre ai contratti liberi (4+4), infatti, è prevista anche la formula del canone concordato (3+2) che da diritto a uno sconto del 25% su Imu e Tasi. Questo comporta che i proprietari dovranno versare solo il 75% dell’imposta, a prescindere dell’aliquota decisa dal Comune. 

Il canone concordato prevede una serie di agevolazioni fiscali per il proprietario, oltre a un affitto agevolato per l’inquilino. Per poter usufruire delle agevolazioni , però, è necessario che il contratto sia registrato e inviato al Comune per non correre il rischio di dover restituire lo sconto ottenuto.