Acquisto immobile ristrutturato da impresa costruttrice, le detrazioni per il 2019

Chi nel corso del 2019 acquista un immobile ristrutturato da un’impresa costruttrice ha diritto a una detrazione fiscale.

Acquisto immobili ristrutturati 2019

L’agevolazione consiste in una detrazione Irpef del 50% e spetta su un importo massimo di spesa di 96mila euro. A partire dal 2020 la detrazione sarà del 36% per un importo massimo di 48mila euro. La detrazione è divisa in 10 rate annuali di pari importo.

La detrazione deve essere calcolata su importo forfettario uguale al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione, risultante dall’atto di acquisto o di assegnazione. Il prezzo comprende anche l’IVA addebitata all’acquirente.

Per poter usufruire della detrazione bisogna rispettare le seguenti condizioni:

  • l’unità immobiliare deve essere ceduta dall’impresa di costruzione o di ristrutturazione immobiliare o dalla cooperativa che ha eseguito gli interventi
  • l’acquisto o l’assegnazione dell’unità abitativa deve avvenire entro 18 mesidalla data del termine dei lavori
  • l’immobile acquistato o assegnato deve far parte di un edificio sul quale sono stati eseguiti interventi di restauroe di risanamento conservativo di ristrutturazione edilizia riguardanti l’intero edificio. L’agevolazione trova applicazione, pertanto, a condizioneche gli interventi edilizi riguardino l’intero fabbricato (e non solo una parte di esso, anchese rilevante). Non spetta se sono stati eseguiti interventi di semplice manutenzione ordinaria o straordinaria.
  • il termine “immobile” deve essere inteso come singola unità immobiliare e l’agevolazione non è legata alla cessione o assegnazione delle altre unità immobiliari che costituiscono l’intero fabbricato, così che ciascun acquirente può beneficiare della detrazione con il proprio acquisto o assegnazione.

La detrazione spetta al proprietario, al nudo proprietario e al titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile (uso, usufrutto, abitazione). Il limite massimo di spesa ammissibile deve essere riferito alla singola unità abitativa e non al numero di persone che partecipano alla spesa. 

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Nuova Imu Tasi 2019, ipotesi sgravi per alcune tipologie immobiliari

Non solo semplificazione. La nuova Imu 2019 adesso punta a prevedere sconti mirati per alcune categorie di immobili, in particolare case sfitte od occupate abusivamente o ancora capannoni delle imprese che hanno chiuso la produzione.

L’obiettivo, dunque, della nuova Imu e Tasi 2019 si fa più ambizioso. L’ostacolo, come di consueto, è rappresentato dal nodo coperture. E’ quindi cruciale il passaggio al Ministero dell’Economia e la prossima legge di Bilancio.

Nel frattempo, i lavori vanno avanti. Al momento, sono in corso le audizioni davanti alla Commissione Finanze della Camera, dove sono stati ascoltati tra gli altri Confedilizia e Ance.

La proposta di legge C. 1429, che si compone di tredici articoli e punta ad unificare Imu e Tasi, è stata presentata lo scorso 7 dicembre, primo firmatario il vicepresidente della commissione Finanze, Alberto Gusmeroli (Lega).

Il disegno di legge vuole arrivare a un testo condiviso da tutta la Commissione in tempi rapidi: il Ddl potrebbe ottenere la sede deliberante almeno a Montecitorio, per avere un primo via libera pieno entro l’autunno.

Riduzione o sospensione del canone di locazione per vizi immobile, cosa dice la legge?

Sino a che punto devono essere gravi i vizi di un immobile per giustificare la riduzione o la sospensione del canone di locazione? A spiegarcelo sono i nostri collaboratori di condominioweb.

Articolo scritto dall’avv. Giuseppe Zangari di condominioweb

ll conduttore è legittimato a interrompere il versamento dei canoni solamente qualora i vizi dell’immobile siano di una gravità tale da comprometterne in maniera assoluta il godimento, ma non per semplici difficoltà e/o disagi, specie se conosciuti al momento della stipula o del rinnovo contrattuale.

Nella controversia in esame il conduttore si presenta all’udienza di sfratto con un assegno pari al complessivo ammontare dei canoni scaduti – ma non delle spese condominiali, che contesta – e si oppone alla risoluzione del contratto per proprio inadempimento adducendo l’esistenza di vizi dell’immobile, con riferimento sia all’assenza del certificato di abitabilità del fabbricato sia a esalazioni maleodoranti provenienti dall’impianto fognario confinante.

Il Tribunale rigetta ogni doglianza e condanna severamente il conduttore per molteplici inadempimenti (Trib. Cremona, 11.3.2019).

Il caposaldo della pronuncia è rappresentato da un principio oramai consolidato nella giurisprudenza di Cassazione, e cioè che “In tema di locazione al conduttore non è consentito di astenersi dal versare il canone, ovvero di ridurlo unilateralmente, e ciò anche nel caso in cui si verifichi una riduzione o una diminuzione nel godimento del bene ed anche quando si assume che tale evento sia ricollegabile al fatto del locatore.

La sospensione totale o parziale dell’adempimento dell’obbligazione del conduttore è, difatti, legittima soltanto qualora venga completamente a mancare la controprestazione da parte del locatore, costituendo altrimenti un’alterazione del sinallagma contrattuale che determina uno squilibrio tra le prestazioni delle parti” (tra le altre, Cass. Civ. n. 18987/2016).

In altri termini, la sospensione dei canoni deve essere conforme ai criteri di lealtà e buona fede, edè dunque necessario un impedimento assoluto al godimento dell’immobile o di una parte di esso.

Applicando tale regola al caso di specie, il giudice ritiene che l’assenza del certificato di abitabilità non sia di per sé motivo di nullità del contratto, ove tale mancanza non impedisca l’utilizzazione del bene: “Il mancato rilascio di concessioni, autorizzazioni o licenze amministrative, relative alla destinazione d’uso dei beni immobili – ovvero alla abitabilità dei medesimi – non è d’ostacolo alla valida costituzione di un rapporto locatizio, sempre che vi sia stata, da parte del conduttore, concreta utilizzazione del bene” (tra le altre, Cass. Civ., n. 975/2007).

Per quanto concerne invece le esalazioni fognarie, ritiene che l’opponente non abbia raggiunto la prova che le stesse eccedano la soglia di normale tollerabilità – onere probatorio complesso ma ciò nonostante addossato interamente al conduttore.

Al contrario, è emerso in giudizio che durante i quattordici anni di affittanza non era mai stata sollevata alcuna rimostranza al riguardo e, altresì, che tale problema era certamente conosciuto dal conduttore in occasione dei rinnovi del rapporto locatizio: “Alla data di scadenza del contratto di locazione, al termine dei due quadrienni, il conduttore, nonostante le esalazioni maleodoranti, ha ritenuto la cosa locata conforme alle proprie esigenze ed ha rinnovato il contratto di locazione e quindi ora non può recriminare vizi dell’immobile che ben conosceva e che ha accettato”.

Ancora una volta, pertanto, il giudicante fa leva sul concetto di buona fede contrattuale.

Infine, preso atto che il conduttore ha saldato banco judicis i canoni scaduti alla data di prima udienza e chele spese condominiali non pagate ammontano a meno di una mensilità, e dunque non possono essere causa di risoluzione, il Tribunale fa leva sul fatto che dopo la prima udienza, edurante l’intero procedimento, il conduttore non ha più corrisposto alcun canone e che, pertanto, una volta rigettati i motivi di opposizione, il relativo debito giustifica la convalida dello sfratto.

Come a dire che, in attesa di sapere se la sospensione dei pagamenti sia o meno legittima, vanno comunque saldati i canoni maturatinel corso dell’opposizione allo sfratto.

Tassi dei mutui, le previsioni Eurirs ed Euribor dopo la Bce

Dopo l’ultimo consiglio direttivo Bce, cosa si prevede per i tassi dei mutui?

Dall’ultima riunione della Banca Centrale Europea è emersa la volontà di lasciare invariati i tassi di interesse, ovvero il costo del denaro, allo 0% almeno fino alla fine del 2019 e in ogni caso fino a che l’inflazione non si sarà approssimata al 2%. Cosa prevedere, quindi, in tema di tassi dei mutui?

Andamento del tasso Euribor

Nel mese di giugno il tasso Euribor, su cui vengono indicizzati i mutui a tasso variabile, ha toccato nuovi minimi storici. Nel mese di giugno il parametro ad un mese si è fissato sul -0,39%, mentre quello a tre mesi ha raggiunto il -0,33%. Il tasso a sei mesi si fissa invece sul -0,27%.

Andamento del tasso Eurirs

Anche le scadenze Eurirs, su cui sono parametrati i mutui a tasso fisso, hanno toccato i minimi del 2019. La scadenza a 5 anni è scesa in territorio negativo con un -0,16% a giugno. Tutte le altre scadenze, dai 10 ai 30 anni, restano abbondantemente sotto la quota dell’1%.

Previsioni tassi mutui a tasso fisso e a tasso variabile

Il momento, secondo Cercamutuo.com, resta favorevole, a livello di tassi di interesse, per stipulare un tasso sia fisso che variabile, dato che le scadenze Eurirs ed Euribor continuano a raggiungere nuovi minimi e le banche non sembrano voler imporre spread “svantaggiosi” per i clienti.