Mutui casa a tassi negativi: arriva il turno della Germania?

Ormai essere pagati per comprare un’abitazione pare non essere più un paradosso. Dopo il caso danese e svizzero, potrà accadere anche in Germania. Quando sarà il turno dell’Italia?

Mutui a tassi negativi, il caso tedesco

Restituire alla fine del periodo di ammortamento di un mutuo casa una somma inferiore a quella presa in prestito pare non essere più una cosa così assurda. In Europa, fuori dall’area euro, hanno destato meraviglia Danimarca e Svizzera che, in alcuni casi, concedono finanziamenti casa a queste condizioni. Un altro tassello si aggiunge ora al panorama del mutui a tasso negativo, e in piena area euro: è quello della Germania.

Perfino dalla severa Bundesbank arriva infatti un’apertura al mutuo casa a spese della banca: in una intervista alla stampa tedesca il membro del consiglio della banca teutonica Joachim Wuermeling ha dichiarato che un simile tipo di prestiti non sarà ostacolato dalla politica dell’istituto di credito centrale del Paese.

Mutui casa a tasso negativo: Euribor ed Eurirs

La spiegazione di tanta “generosità” (ovviamente al netto degli altri costi dei mutui che potrebbero comunque far crescere il tasso effettivo) va cercata ovviamente nell’andamento dei tassi di interesse, che raramente, se non mai, si sono comportati in maniera così anomala come in questi mesi di smaccato andamento negativo, prevalentemente a causa del Quantitative Easing della Bce (passato e, almeno fino a che l’inflazione non raggiunga il 2%, anche futuro).

I tassi negativi erodono, ovviamente, i ritorni delle banche sui prestiti, al punto che queste perdono meno concedendo mutui ai privati a tassi negativi piuttosto parcheggiando denaro presso la Bce o concedendo prestiti alle imprese a tassi più elevati ma facendosi carico di un rischio maggiore. E la situazione sembrerebbe voler rimanere la medesima per ancora diverso tempo.

Previsioni tasso Euribor: negativo ancora fino al 2025

Guardando alle previsioni sull’indice Eurirs si vede infatti che le varie scadenze del tasso su cui si parametrano in Italia i mutui a tasso fisso sono negative: l’Eurirs a 10 anni che a inizio anno viaggiava sullo 0,7% ora va verso il -0,4%. Il che significa che tale tasso andrà sottratto, e non più sommato, allo spread bancario sui mutui.

Stessa questione anche per l’Euribor, la cui scadenza a tre mesi è la base per il calcolo dei mutui a tasso variabile in Italia. Le previsioni dicono che, se oggi si trova circa al -0,43%, nei prossimi mesi potrebbe scivolare oltre il -0,6% e restare comunque in territorio negativo almeno fino al 2025 (una inversione di tendenza è prevista verso la fine del 2020 ma la risalita dei tassi sarà comunque assai lenta).

Danimarca, Svizzera e Germania potrebbero quindi non restare i soli Paesi a trovare meno oneroso prestare soldi a perdere per far acquistare casa ai propri cittadini che investirli in operazioni ancor meno redditizie.

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